Vita da mamma: metti una sera a teatro

mamme-a-teatroIeri sera pioveva e la colpa non è del governo ladro ma solo… mia! Sì, qui a Milano diluviava e tutto ciò perché sono uscita con una mia cara amica per andare a teatro, per staccarci un po dalla vita da mamma. Ma anche in questo caso, siamo state sempre un po’ mamme visto che la serata al teatro Carcano era a favore dell’AiBi, Associazione a favore dei Bambini…

Infatti lo spettacolo si è aperto con una breve presentazione su quanto fa questa organizzazione a favore dei bambini meno fortunati, quelli che vengono abbandonati e che sono quindi da tutelare maggiormente. L’Aibi si occupa dei bambini non solo italiani ma di tanti paesi nel mondo, dall’est all’ovest del nostro pianeta.

Vita da mamma, una sera al teatro

Così, circa tre mesi fa avevo comprato per telefono due biglietti…

Lunedì non è certo un buon giorno perché inizia la settimana e il weekend per noi madri è fatto di lavoro, magari diverso ma sempre di lavoro: lavatrici, pulizie, spesa… Anche più tempo per giocare con i bambini ma questo, perdonatemi, non lo considero tanto un riposo o una fase di relax…

Dopo la scuola, corro a casa perché devo finire assolutamente di correggere i compiti di grammatica in vista dei pagellini e ovviamente la mia auto mi allarma dicendo che le gomme perdono pressione… Che abbia bucato? Per fortuna inizio a smanettare con il computer di bordo e riesco a capire (forse le mamme sanno fare miracoli) che dopo il cambio ruote (da invernali a normali) bisogna resettare il congegno. Un po’ a caso un po’ pensandoci, schiaccio di qui e di là dopo che mio marito ingegnere mi aveva detto: bisognerà portarla dal meccanico.

Fatto! Tutte le spie si spengono e arrivo a casa dove trovo nella cassetta delle poste la solita busta delle spese condominiali… pazienza.

Correggo i compiti e qui ci sarebbe da piangere perché consumo la mia penna rossa su predicati nominali che erano verbali, su congiunzioni al posto di pronomi… mangio con rabbia una pizza surgelata che forse è ancora cruda e penso: vabbè, la prova costume è ancora lontana… E come ho letto da qualche parte, almeno le infradito mi entrano ancora e mi stanno pure bene!

Devo andare a prendere i bambini in mezzo ad una folla di genitori con gli ombrelli aperti e ovviamente sento le gocce di qualche ombrello scivolare lungo la mia schiena mentre io mi rifiuto sempre di portarlo con me perché è solo ingombrante…

Finalmente i miei pargoli escono e già iniziano a parlare contemporaneamente mentre corro alla macchina lasciata con le frecce accese in mezzo al parcheggio. da buona madre devo capire cosa ha mangiato il piccolo mentre l’altro mi racconta della verifica e poi si arrabbiano perché, nel frattempo cerco di uscire dal parcheggio selvaggio senza investire nessuno e quindi non sono proprio attenta a quanto mi stanno urlando nelle orecchie.

Arrivo a casa e devo subito scappare a Milano con il più grande… vabbè, che vuoi che sia… la Tangenziale con la pioggia sarà bloccata ma supermariomamma ce la può fare! Mentre bevo il mio caffè che avevo dimenticato e direttamente dalla bottiglia un sorso di amaro perché la pizza è tutta sullo stomaco, riesco a far fare merenda ai due piccoli mostri. Arriva la babysitter e me la filo via con il grande. Non accendo la radio, a che serve? Ho la colonna sonora di Gabriele nelle orecchie che ora parla, ora canta, ora starnazza… almeno è allegro.

Ma la vita da mamma ancora non è finita

Quando arriviamo, gli dico cosa ho mangiato a pranzo e scoprendo che mi sono scongelata la sua pizza favorita, scoppia in urla di protesta. Dopo una breve ma intensa discussione troviamo un accordo e si riesce a fare quello che dobbiamo.

Sono le 18,30 e torniamo a casa. Arrivati alle 19,10 che bello! Ho ancora 50 minuti prima che la mia amica passi a chiamarmi.

Non faccio in tempo a pensare questa bella cosa che il più piccolo inizia a fare quello che non dovrebbe e sono obbligata a mettere in pratica la regola del TIME OUT che avrò modo di spiegarvi… Lotta estenuante, urla e finalmente la pace. Sudata, nervosa guardo l’ora sul telefonino: messaggio di Marco! Stasera faccio tardi! COSAAAAA????????

Lo chiamo e gli dico che tra 30 minuti al massimo dovrei uscire. “Ok, allora corro!”

E’ già tardi e quindi tocca a me pensare a dare qualcosa da mangiare ai bimbi. Preparo la tavola, mi taglio le unghie che si sono spezzate, scaldo il pane, mi lavo la faccia, preparo dei toast, rinuncio a cambiarmi….

Peccato, volevo mettermi un vestito, qualcosa di diverso… poi penso che i jeans siano più in tono con la serata di beneficenza… sarà… basta crederci….

Arriva Marco e sono le 8! La mia amica non arriva… Guardo il telefonino: sono in ritardo!

Marco esclama: ecco, sempre di corse e in ritardo… non sapete organizzarvi!

Organizzare CHE? Lui poveretto non mangia perché preferisce non fare nulla di fretta e il solo fatto che io esca forse lo mette in ansia… così sparecchia e dice: bene, tutto è sistemato!

Lo guardo e penso: ma che avresti fatto TU al posto mio? Probabilmente una carneficina…

Arriva la mia amica: scusa il ritardo ma avevo a casa tre bambini e mio marito non arrivava.. hai mangiato? …. NO e tu?…. Lascia stare…. sarà già tanto arrivare a teatro per le 9 e intanto piove e piove….ecco una serata in teatro per chi fa una vita da mamma.

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