Figlio adolescente: otto consigli per trattare con lui

figlio-adolescenteHai una famiglia perfetta: tu, il tuo compagno e il tuo figlio adolescente; sempre in armonia, sempre insieme. Ad un tratto però, senza preavviso, tutto cambia. È il momento delle porte sbattute, dei musi lunghi e delle incomprensioni: tuo figlio si è trasformato in un adolescente, un piccolo estraneo che si aggira per casa e sembra odiare tutto e tutti. La buona notizia è che prima o poi passa; la cattiva è che fino a quel momento dovrai armarti di tanta pazienza. Segui questi otto consigli e scopri come trattare con un adolescente.

Come trattare con un figlio adolescente

Allenta la sorveglianza

L’adolescente tipo è un “bastian contrario” per eccellenza: qualunque cosa tu gli chieda di fare, lui farà l’esatto contrario, un po’ per sfidarti, un po’ per la necessità di ribellarsi alle regole precostituite. È assolutamente normale e non significa che sotto sotto ci sia qualche problema; quindi, tira un sospiro di sollievo e prova a lasciarlo andare. Proprio così, se vuoi che il tuo figlio adolescente si muova entro i limiti che gli hai da sempre insegnato a rispettare, devi dargli la possibilità di farlo; devi cioè dargli un po’ di fiducia e, magari, riconoscergli qualche responsabilità in più, così che possa dimostrarti la sua maturità. Ovviamente il tutto sotto il tuo (segreto e discreto) controllo.

Accogli i suoi amici

Una delle più grandi preoccupazioni di una madre sono le “cattive compagnie” e, spesso, per evitarle si ricorre ad un comportamento degno di un agente dell’FBI: dove vai? con chi? come si chiamano i tuoi amici? Non voglio che frequenti quel ragazzo! Altro errore colossale: durante l’adolescenza i coetanei diventano spesso dei punti di riferimento, i soli con i quali è possibile divertirsi e gli unici che possono capire, mentre il resto del mondo, popolato dagli adulti, è noioso e ottuso. Anziché alzare un muro prova ad aprire le porte di casa ai suoi amici ed invitali per un pranzo o una cena promettendo di lasciare loro un po’ di autonomia. Se davvero non sono i compagni ideali, tuo figlio lo capirà da solo vedendo come si comportano in quello che è il suo ambiente e con i suoi genitori.

Fissa le regole e falle rispettare

Ovviamente dovrai definire delle regole per indirizzare il tuo figlio adolescente; cura però di farlo con congruo anticipo e non in rincorsa ad una sua mancanza. Crescilo informandolo che ci sono cose che può e che non può fare e rendi chiare quali sono le conseguenze che subirà superando il limite. A te spetta, in accordo con il padre, l’arduo compito di farle rispettare, senza intenerirti: se avete deciso che il rientro deve avvenire ad un dato orario, pena la reclusione nella settimana successiva, non c’è scusa che tenga.

Lascia che si senta un po’ in colpa

Sentirsi in colpa non è piacevole, lo sappiamo tutti; a volte, però, è necessario per comprendere appieno lo sbaglio fatto. Specie per i più giovani, imparare a gestire le emozioni e ad affrontare le conseguenze interiori di uno sbaglio può essere la molla per un cambiamento in positivo. Non proteggerlo da ogni cosa, rimproveralo quando sbaglia e lascia che elabori la situazione e ne tragga un insegnamento per crescere.

Localizzalo

No, non ti stiamo suggerendo di spiare tuo figlio o di installargli nottetempo un localizzatore per seguirne ogni spostamento, ma di parlare con lui chiaramente imponendogli una semplice regola: fai sapere dove sei. Potrà uscire con gli amici, a patto di telefonare a casa durante le ore di assenza per comunicare dove si trova. È un modo semplice e, nella maggior parte dei casi, efficace, per responsabilizzarlo e rendere te un po’ più tranquilla.

Dagli una via di fuga

Ormai è chiaro: non puoi proteggere il tuo figlio adolescente da tutto, specie ora che si trova nell’età in cui sperimentare è un impulso molto forte; puoi però fornirgli un riparo e una “via di fuga” nel caso in cui si trovi in difficoltà. Fai con lui questo patto: qualunque cosa succeda, ti potrà chiamare, a qualsiasi ora e qualunque sia la circostanza; non farai domande, non farai ramanzine e andrai in suo soccorso. Per affrontare quanto successo ci sarà tempo: l’importante è che capisca che sei sempre al suo fianco perché tieni a lui, anche se combina un guaio che gli sembra irreparabile.

Niente interrogatori

Lo abbiamo già accennato: agli adolescenti servono, oltre alle regole, degli spazi d’azione liberi dalla supervisione costante dell’adulto. Dare un po’ di fiducia non significa lasciarlo andare verso una vita dissoluta, ma fargli capire che credi in lui, che ti fidi della sua capacità di scegliere per il meglio. Evita quindi tutti i piccoli interrogatori ai quali vorresti sottoporlo ogni volta che rientra a casa: domande come “Com’è andata a scuola?” o “Com’era il film? Cosa avete fatto poi? Chi c’era?”, per quanto innocue, lo farebbero sentire sotto esame e accrescerebbero la tensione tra voi e la sua tendenza a chiudersi in sé stesso. Lascia che sia lui a raccontare; tu tieniti pronta ad ascoltarlo con interesse e partecipazione.

Dai il buon esempio

Sembra inutile ricordarlo, ma spesso siamo proprio noi a non dare il buon esempio ai nostri ragazzi. Se vogliamo che siano corretti, che non usino un linguaggio scurrile, che rispettino gli altri, dobbiamo dare loro un ambiente nel quale questi comportamenti sono la norma. Quindi, alto il morale e sii coerente con i tuoi insegnamenti e stai certa che, pur con gli alti e bassi che nell’adolescenza sono naturali, il tuo piccolo uomo non ti deluderà.

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