Tempo di partenze, tempo di bilanci

2014-06-01 13.13.13Care amiche, domani andiamo una settimana al mare. Precisamente in Liguria, Sestri Levante. Potremo visitare le Cinque Terre e fare qualche tuffo. Poi di nuovo qui, nell’hinterland di Milano tra zanzare e afa. A fine luglio si va a Varallo Sesia, nella casa che mio padre e mia madre hanno ristrutturato in 20 anni di sacrifici e di lavoro. Le vere grandi vacanze aspetteranno agosto, quando tutti e quattro andremo in Africa, in Mozambico e poi Sud Africa per trovare un amico africano di nome Inu e per vedere il parco Kruger.

Poi avrò tante cose da raccontare, anche come mamma di due piccole pesti che decide di fare una vacanza nel continente nero… tra l’altro dove sono nata io ben 47 anni fa, a Tanga, in Tanzania. Mia madre una vera pioniera: partorì mia sorella e me in un ospedale dove nessuno parlava italiano, solo la lingua locale e l’inglese. Non un ginecologo ma solo un medico generico indiano, non un’ecografia, non la presenza di mio padre che per ordine del dottore doveva aspettare rigorosamente a casa. Deve essere stata dura… brava la mia mamma! Tra l’altro oggi sono andata a salutarla, dove ormai riposa per sempre.

Difficile pensare tre anni fa che alla sua morte sarei riuscita a non crollare, essendo forse il mio più grande punto di forza, il mio faro. Così ti ritrovi capace di superare eventi impensabili. Forse perché lei è comunque parte di te ora che anche io sono madre. Forse perché ci sono Gabriele e Francesco che sono le mie stelle. Forse perché c’è l’amore di Marco. Sicuramente per tante cose…

Oggi anche ultimo giorno di scuola materna per Francesco. Tre anni volati via come i palloncini che i bambini fanno volare all’inizio di ogni anno scolastico, su nel cielo, in occasione della festa degli angeli custodi. Niente più asciugamanini, bavagliette… si diventa grandi, si va a scuola… Come non pensare a quando portavo Gabriele all’asilo? Ai giorni di ingresso, dove tu mamma dovevi restare qualche ora e poi sempre meno per facilitare tuo figlio a far parte della classe?

A settembre si parte con la scuola dove i bambini non possono entrare con le mamme e tu ti ritrovi sola, con un po’ di malinconia, pensando che tra due anni Gabriele farà la scuola media e inizierà quella tempesta ormonale e di crescita che segnerà l’inizio del distacco, la sua maturazione come essere adulto, che giustamente avrà punti di riferimento diversi e il suo mondo ti conserverà ma in forma ristretta, come un puntino…

Sono anche passata da scuola a prendere i contratti annuali firmati. Un ambiente di lavoro che mi ha visto impegnata un intero anno e ora è estraneo, potrebbero non aprirsi più quelle porte per me… questa la vita della precaria… Visi visti ogni giorno, malumori per i corridoi, voci festanti, compleanni in sala docenti e poi il nulla.

La vita scorre, corre, scappa via. Tempo di bilanci, tempo di partenze…

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