Quaresima, tempo di assaggiare piatti semplici e leggeri

quaresimaArchiviato il Carnevale e le sue dolcezze culinarie, secondo la tradizione cristiana è ora della Quaresima, un lungo periodo di privazioni e sacrifici anche per quanto riguarda le nostre abitudini culinarie. A prescindere dal senso religioso (cioè condividere le pene di Cristo che lo porteranno alla morte prima e alla Resurrezione poi), questo periodo può essere un’occasione per tutti (credenti e non) per fare un po’ di pulizia nel nostro regime alimentare.

Da una parte, potremo proporre ai nostri bambini piatti alternativi che non vedano la carne come alimento principe e, dall’altra parte, iniziare a metterci in forma per la prossima estate.

Mangiar di magro, cioè consumare meno grassi

La parola d’ordine della Quaresima è il digiuno e l’astinenza dalle carni: oggi giorno, per chi segue i dettami della Chiesa Cattolica, sono imposizioni che valgono il mercoledì delle ceneri, i venerdì di Quaresima e nei giorni del Triduo pasquale.

In passato, tutto il periodo quaresimale era caratterizzato dal non consumo delle carni:infatti, il Carnevale derivava il suo nome appunto da questa proibizione e per questo era il tempo dedicato all’abbondanza nel mangiare (soprattutto la carne) prima della privazione imposta dai 40 giorni successivi.

In generale, quindi, in queste settimane anche noi possiamo cercare di:

– consumare meno carne;

– impiegare di meno grassi di origine animale (come il lardo e lo strutto).
Nei secoli passati, addirittura, erano proibiti anche latticini e tuorli d’uovo e, considerate le disponibilità alimentari dell’epoca, la dieta si riduceva a polenta, pane, frutta, verdura, legumi e pesce.

Fortunatamente, i nostri tempi sono ben diversi…

Piatti tipici della tradizione quaresimale

Con un così povero ventaglio di ingredienti, l’ingegno dei nostri avi dovette darsi molto da fare per riuscire a preparare qualcosa di buono per un periodo di tempo comunque lungo. Vediamo, dunque, quali prelibatezze riuscirono comunque a sfoderare:

– Frittata di scammaro: dalle parti di Napoli, la parte più povera della popolazione preparava questo piatto molto semplice che prende il nome dal termine dialettale “scammerare” che significa mangiar di magro. E, infatti, per preparare questa pietanza occorrono acciughe, olive nere, pinoli e capperi e spaghetti: mentre si cuoce la pasta, far soffriggere in una padella gli altri ingredienti, tagliati a pezzettini piccoli. Unire poi gli spaghetti alla padella e lasciarla cuocere fino a che non si formi la crosticina dura da una parte: a questo punto, rigirarla dall’altra parte fino a che non si sia formata una sorta di frittata. Oltre alla semplicità il punto di forza di questo piatto è che si può mangiare anche freddo e, quindi, possiamo prepararlo per una gita fuori porta (oramai è quasi ora) o da gustare in ufficio in pausa pranzo;

– Baccalà con le patate: un altro classico della cucina quaresimale è questo piatto. Per la preparazione, bisogna disporre un fondo di patate tagliate a rondelle sopra il quale andrà adagiato il baccalà crudo e poi pomodorini tagliati a metà, sedano e cipolle sminuzzati, peperoncino (se piace), capperi e olive. Infine, coprire il tutto con un altro strato di patate; una volta cosparso con olio extravergine, far cuocere a fuoco lento.

Oltre a essere un piatto che può anche essere unico (e con il pesce, odio e amore dei piccoli), dalla preparazione del baccalà con le patate possiamo ricavarne anche un ottimo sughetto (quello che avanza nella pentola) con cui condire la pasta: quando si dice ottimizzare!

Altre varianti per preparare il baccalà, sono quello tramandato dalla tradizione culinaria vicentina; in zimino (o con le bietole); ricoperto di mollica o leggermente fritto, con contorno di pinoli, capperi e olive e pomodoro fresco (alla napoletana) o con peperoni cruschi (alla lucana).

Sembra strano, ma esistono: i dolci quaresimali

La Quaresima è, appunto, un periodo di digiuno e astinenza, ma ciò non toglie che, nei secoli, la ricca cultura culinaria italiana abbia messo a punto anche delle ricette dolci. Fughiamo subito ogni dubbio: i dolci quaresimali della tradizione sono lontani dal nostro concetto di dolce, ma comunque deliziosi e sfiziosi. E chissà che, una volta che ci siamo abituati al loro gusto, non modificheremo le nostre abitudini dolciarie?

Maritozzo: uno dei dolci più famosi del periodo quaresimale è questo dolce, tipico di Roma. Si tratta di una pagnottella di pasta reale con pinoli, miele e canditi passata al forno;

Quaresimali: dolci tipici della Liguria e della Toscana, questi ultimi preparati con le chiare d’uovo, cacao in polvere e zucchero, modellati con a mo’ di lettere dell’alfabeto. I primi, invece, sono molto più ricchi: fra gli ingredienti, spiccano la pasta di mandorle, lo zucchero, l’acqua di fiori d’arancio e l’albume d’uovo, mentre la guarnizione è molto ricca, essendo composta da zucchero fondant al gusto di limone o pistacchio, o dai sapori ben più decisi del maraschino o del caffè;

– Pane di ramerino: molto, molto sobrio, è preparato con semplicissimi ingredienti, quali farina, olio, rosmarino, uvetta e zibibbo.

Anche in Quaresima l’occhio vuole la sua parte

Se avete a cena amici e volete far colpo con un piatto non solo buono, ma anche bello a vedersi, ecco un piatto che vi farà fare bellissima figura, il tortino di alici.

Cosa serve:

  • mezzo chilo di alici
  • pane grattugiato
  • olio e.o.
  • aceto
  • origano sminuzzato
  • – aglio (se piace)
  • alloro
  • sale

Cosa devi fare

La parte più lunga è la pulizia delle alici, per cui ti conviene iniziare la preparazione con un certo anticipo di modo da eseguire un buon lavoro, senza lo stress del tempo che vola.

Una volta finita la pulizia e li togliere le lische, prendi una padella, metti un filo di olio e uno strato di pan grattato. Al centro disponi una foglia di alloro e inizia a disporre uno strato di alici che condirai con sale, olio, origano e aceto (e, se piace, aglio tagliato finemente); metti un altro strato di alici e condisci nuovamente.

Procedi in questo modo fino a che non avrai finito le alici, cospargi di nuovo con pan grattato. Cuoci come se fosse una frittata: quando il fondo è sufficientemente compatto, gira il tortino e continua la cottura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Inizia a scrivere il termine ricerca qua sopra e premi invio per iniziare la ricerca. Premi ESC per annullare.

Torna in alto