Mr. Peabody e Sherman: il rapporto padre e figlio riscritto in chiave ironica

Mr. Peabody e ShermanRiuscito remake del popolarissimo americano Rocky and Bullwinkle Show, Mr. Peabody e Sherman è giunto nel nostro paese quasi in punta di piedi, da un lato per la presenza di personaggi sconosciuti ai più, dall’altro per la totale inversione di rotta di Dreamworks, abituata a sensazionalizzare il lancio dei suoi nuovi prodotti.

Lanciato più di qualche mese fa, il film d’animazione del colosso cinematografico di Universal City narra le vicende di un cane geniale e del suo figlio adottivo, lo svampito e indisciplinato Sherman. Celato ma non troppo l’intento di riportare l’attenzione sull’annosa diatriba del rapporto padre-figlio adottivo, la narrazione si srotola tra paradosso e nonsense, nel quale si inseriscono timidamente le velleità didattiche della pellicola, tanto promesse dal segmento originario quanto mantenute nel brillante remake portato nelle sale a febbraio 2014.

Da geniaccio di cane quale l’abbiamo presentato, Mr. Peabody è l’abile inventore della fantastica “Tornindietro”, macchina del tempo e sogno di tutti i bambini. Un collaudo obbligato messo in pratica da Sherman che, per gioco, aziona il macchinario per fare un dispetto alla sua compagna di scuola. Un viaggio esilarante e al limite del grottesco, quello compiuto dai due ragazzi accompagnati da Mr. Peabody. Sono quattro le tappe che aspettano i nostri eroi: l’Antico Egitto, la Guerra di Troia, il Rinascimento Italiano e la Rivoluzione Francese.

Un percorso da mozzare il fiato, costellato dalla presenza di personaggi che hanno fatto o riscritto la storia moderna rivisti in chiave ironica e pronti a strappare un sorriso ai bambini  ma anche ai tanti adulti che ricorderanno con piacere i protagonisti della Storia sui quali hanno perso più di qualche ora di sonno.

Quattro epoche storiche, inglobate l’una nell’altra senza buchi narrativi, aiuteranno la crescita di padre e figlio rimescolando più volte le carte in tavola. Sebbene Mr. Peabody sia convinto di aver impartito un’educazione ineccepibile al piccolo Sherman, sarà presto costretto a ricredersi. Un viaggio attraverso la storia che trasmette un messaggio puro, per questo facilmente recepito dal pubblico che lo ha apprezzato fin da subito.

L’intento di trasmettere qualcosa di più profondo è apparso chiaro già dalle premesse, vista la volontà di riportare l’attenzione su una produzione anni ’50. Il bisogno primario dell’uomo di essere padrone della sua storia e la necessità di trasmetterla alle generazioni future fanno un tutt’uno e si concretizzano in un mix scoppiettante, che non mancherà di strappare qualche risata anche ai più scettici. E alla fine dei conti, quel bambino indisciplinato e fuori dagli schemi, mostrerà un’intelligenza particolare che lascerà di stucco persino suo padre. Lodevole lo sforzo degli autori di riportare in carreggiata un genere che si è un po’ perso qua e là, offrendo un prodotto ben strutturato che getta le basi per una nuova e più proficua stagione dei film d’animazione.

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