Come misurare la febbre ai bambini

febbre-bambini-1Tutti i genitori sanno che i bambini si ammalano con molta più frequenza rispetto agli adulti, e che le motivazioni sottostanti tale tendenza alla contrazione dei virus è facilitata dalla presenza di barriere e difese immunitarie più “deboli” rispetto a quelle degli adulti. Ebbene, tutti i genitori sanno anche quanto sia importante cercare di misurare correttamente la temperatura dei propri figli, al fine di scoprire eventuali sintomi di infezioni in corso.

Ma come si misura la febbre nei bambini? E quali sono le temperature che dovrebbero corrispondere a una possibile situazione da approfondire?

Cosa vuol dire “misurare la febbre”?

Misurare la febbre vuol dire rilevare la temperatura del corpo attraverso specifici strumenti che possano generare un indicatore attendibile dell’effettivo livello di “calore” del corpo. Ad ogni modo, misurare la febbre non significa solamente utilizzare il termometro per monitorare la temperatura del bimbo, quanto – soprattutto – rilevare con attendibilità e costanza la temperatura stessa.

Ad esempio, per poter misurare idoneamente la febbre sarebbe necessario attendere almeno un’ora dal termine dell’esercizio fisico o dal bagno caldo, o almeno mezz’ora dall’aver bevuto un liquido caldo o freddo, o dall’aver fumato. Buona abitudine consiste altresì nel monitorare più volte al giorno l’andamento della temperatura corporea, al fine di valutare eventuali oscillazioni diurne e serali.

Ma come si misura la febbre?

Sino a non troppi anni fa i termometri a mercurio erano considerati la via prevalente per la misurazione della temperatura corporea. Dopo che, sul finire dello scorso decennio, tali strumenti sono stati indicati come potenzialmente dannosi per la tossicità del metallo contenuto, sul mercato hanno trovato facile diffusione termometri alternativi quali quelli “digitali” e a “raggi infrarossi”. Continuano inoltre ad essere disponibili dei termometri a contatto, realizzati con specifici dispositivi di vetro dove – tuttavia – non è più contenuto mercurio, bensì il meno dannoso galinstano, una particolare lega di gallio, indio e stagno.

Per quanto intuibile, mentre i termometri digitali e quelli a contatto devono essere posizionati in specifiche aree del corpo (tra breve elencate), e necessitano pertanto di accurate pulizie, quelli a raggi infrarossi possono rappresentare una soluzione maggiormente igienica – oltre che rapida: sarà sufficiente puntarli sull’orecchio o sulla fronte per poter ottenere una misurazione sostanzialmente sicura.

febbreDove utilizzare il termometro

Per analizzare correttamente la temperatura, diventa fondamentale cercare di conoscere attentamente le caratteristiche di ogni singolo “sito” di misurazione, considerando che ciascuno di essi possiede delle specifiche indicazioni in grado di “confondere” le idee al misuratore.

Ecco dunque le alternative a vostra disposizione:

Misurazione rettale: considerato che l’obiettivo della misurazione della temperatura corporea è quella di avvicinarsi quanto più possibile alla reale temperatura “interna” (principalmente, quella del centro termoregolatore dell’ipotalamo) ne deriverà che la misurazione per via rettale rappresenta quella più attendibile e, in condizioni ideali, dovrebbe aggirarsi intorno ai 37° C (sono comunque tollerate delle oscillazioni di +/- 0,5° C). A tale vantaggio di attendibilità (esteso al fatto che, contrariamente ad altre modalità di misurazione, quella rettale non subisce influenze esterne derivanti dalla temperatura ambientale) corrisponde tuttavia lo svantaggio della scomodità della posizione di misurazione, e dell’ovvio imbarazzo che questa crea.

Misurazione orale: una alternativa è la misurazione orale, con posizionamento del termometro sotto la lingua. Generalmente il valore medio della temperatura sottolinguale è di circa 36,5° C, un po’ più bassa di quella rettale. Anche in questo caso è ammessa una oscillazione media di +/- 0,5° C, sebbene l’attendibilità della misurazione potrebbe essere distorta dall’assunzione di bevande calde o fredde.

Misurazione ascellare: tradizionale metodo di misurazione è quello della rilevazione del valore della temperatura ascellare che, così come avviene per la misurazione orale, dovrebbe tenere in considerazione valori di circa 36,5° C, con oscillazione di +/- 0,5° C. Si tratta di una misurazione spesso preferita da bambini (e adulti) considerata la sua facilità di rilevazione. Tuttavia, è anche una misurazione che è difficilmente attendibile, visto e valutato che risente in misura discreta della temperatura dell’ambiente.

Come misurare la temperatura con i termometri in vetro

Nonostante siano oramai entrati in disuso, è possibile che molti genitori abbiano in casa i “vecchi” termometri al mercurio. È inoltre possibile che i genitori scelgano di non utilizzare i termometri digitali o a raggi infrarossi, preferendo magari quelli in vetro con galistano. Ma come fruirne correttamente?

In entrambi i casi la misurazione della temperatura con tali strumenti non potrà che partire da un “reset” dei valori del termometro, effettuato impugnando il termometro dalla parte opposta a quella del bulbo, e agitando lo stesso fino a quando il liquido non scende almeno intorno ai 35,5° C. Una volta che il liquido contenuto (sia esso il mercurio o il galistano) sarà sceso al di sotto di tale soglia, sarà possibile procedere alla misurazione ponendo il termometro nella sede prescelta per qualche minuto. Successivamente, sarà sufficiente estrarre il termometro e leggere la temperatura rilevata nella banda di riferimento.

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