Mio figlio è stato bocciato: ora che faccio?

bocciatoNo, non si tratta di Gabriele che passerà l’anno scolastico con buoni voti… ma forse qualche mamma che sta leggendo si potrebbe trovare nella situazione indicata dal titolo dell’articolo: mio figlio è stato bocciato! Certo, chi segue i propri figli a scuola, non potrà cadere dal pero perché durante l’anno scolastico i professori avranno mandato delle lettere di richiamo, delle convocazioni per discutere i vari casi con le famiglie. Inoltre, i ragazzi devono scrivere e far firmare i propri voti e così, se uno studente è pieno di 4 o 5 può aspettarsi qualche brutta notizia. Ma in ogni caso, che fare? Come affrontare questa realtà non facile che sicuramente non vuole essere uno strumento punitivo da parte della scuola ma al contrario una possibilità di rafforzarsi per affrontare meglio gli anni futuri? Molti genitori vivono come un fallimento personale quando il proprio figlio viene bocciato e questo può essere fonte di rabbia, sconforto. Bisogna però fare sempre una distinzione dei vari casi e mai generalizzare.

 

Vediamo come comportarsi nel caso un nostro figlio venga bocciato

PORSI DELLE DOMANDE

Una buona scuola è quella che non vuole bocciare a tutti i costi ma non vuole neppure promuovere chi, nonostante tutti gli strumenti messi in atto per aiutare l’alunno, non ha raggiunto neppure gli obiettivi minimi richiesti. Forse perché sta attraversando un anno di crisi e allora si potrebbe anche pensare di non bloccare lo studente ma se il problema sta nella mancanza assoluta di stimoli e voglia, allora un fermo può far capire al ragazzo che si deve impegnare di più per raggiungere gli obiettivi che sono a sua portata. Ho assistito ad uno scrutinio in cui una studentessa aveva avuto un calo di voti ma il motivo era abbastanza comprensibile: la madre ha un tumore. In questi casi fermare la ragazza sarebbe negativo. In presenza di uno studente che non ha mai portato il materiale, non ha svolto i compiti assegnati, non ha accettato gli inviti e le proposte dell’insegnante è un caso diverso.

LE CAUSE DELL’INSUCCESSO A SCUOLA

Cause culturali o socio-economiche: le classi sociali, la lingua-madre diversa da quella del paese in cui si vive, l’origine etnica, l’insuccesso che si tramanda da padre in figlio, ambienti sfavorevoli.

Le cause psico-affettive: ambiente affettivo poco favorevole, un divorzio o una separazione tra i genitori, violenza domestica, la morte di qualche parente, la nascita di un fratellino.

L’insuccesso scolastico è la conseguenza di molteplici fattori, quindi, piuttosto che perdere tempo a ricercare le cause, concentriamoci piuttosto a capire come intervenire per aiutare il ragazzo.

CONSEGUENZE

Il ragazzo…

  • può sviluppare una scarsa stima di se stesso;
  • scoraggiarsi molto velocemente;
  • sviluppare mancanza di interesse;
  • sentirsi rifiutato dagli altri.
CHE FARE SE CI SONO PROBLEMI SCOLASTICI?

In caso di  voti insufficienti, i genitori possono prendere due strade diverse: sperare che tutto si aggiusti o affrontare da subito il problema. La cosa migliore sarebbe quella di prendere da subito le giuste contromisure per cercare di aiutare nostro figlio anche perché quasi mai i problemi si aggiustano da soli o per magia.

Incontrare gli insegnanti prima della chiusura della scuola
Sarebbe positivo un incontro con gli insegnanti in cui però ci fosse anche il ragazzo. Una unione tra scuola-famiglia-studente è utile per far capire che tutti stanno lavorando insieme per la buona riuscita e ripresa.

Corsi di recupero estivi
Scegliere quello che fa al caso vostro: un insegnante privato? Un corso organizzato per gruppi di ragazzi? Seguirlo direttamente seguendo le indicazioni date a scuola? Fissare degli orari e un programma senza però esagerare perché le vacanze sono sempre vacanze.

Sdrammatizzare!
Perdere una battaglia non significa perdere la guerra. Sdrammatizzando, il genitore deve far capire al proprio figlio di non dare mai per certa una situazione ma al contrario, tutto può cambiare, l’importante è crederci! Trovare un nuovo metodo di studio, mettersi in questione, ascoltare maggiormente ciò che gli insegnanti suggeriscono di fare, impegno maggiore, sforzi e sacrifici saranno ripagati l’anno successivo.

Fissare degli obiettivi
Durante l’estate sarebbe una buona cosa fissare degli obiettivi per l’anno scolastico futuro. La riuscita o l’insuccesso di uno studente iniziano fin dalle primarie. Quindi è necessario aiutare il ragazzo a ritrovare le motivazioni, gli stimoli per far sì che gli anni non passino nella totale indifferenza e allontanamento dalla scuola e rischiare di essere bocciato.

DISPERSIONE SCOLASTICA

Purtroppo i tassi di abbandono della scuola dell’obbligo sono ancora elevati. Molti studenti terminano il loro percorso senza aver raggiunto una qualifica professionale. Generalmente questo accade di più ai ragazzi che alle ragazze. Da sottolineare il fatto che però, i ragazzi avranno poi meno difficoltà a trovare un lavoro anche se non qualificato rispetto alle loro coetanee.

I ragazzi a rischio di abbandono hanno:

  • un basso livello di attenzione;
  • un debole livello di concentrazione;
  • dei problemi relazionali;
  • una tendenza alla depressione;
  • dei problemi di comportamento;
  • un cattivo rapporto con i genitori;
  • una critica situazione familiare;
  • poche aspettative nei confronti dei risultati scolastici.
QUATTRO “TIPI” DI RAGAZZI A RISCHIO DI ABBANDONO SCOLASTICO

Lo studente poco interessato e motivato: il ragazzo che ha poco interesse e stimoli per tutto quello che si fa a scuola. Questo ragazzino ha un buon rapporto solo con gli insegnanti che si dimostrano legati a lui.

Lo studente con problemi comportamentali: è il caso di uno studente che vive all’interno della propria famiglia situazioni di tensione, di violenza.

Lo studente con un comportamento asociale: un ragazzino che riceve poco affetto in famiglia, scarsa considerazione da chi dovrebbe seguirlo quotidianamente può avere problemi relazionali che lo portano ad essere anche aggressivo e forte con gli altri ma con grandi “vuoti” e problematiche interne.

Il depresso: un ragazzo vittima di bullismo, che soffre per problemi familiari o problemi diversi da quelli strettamente scolastici.

Ultimo consiglio: al di là delle singole situazioni, delle differenti età e problematiche, i genitori devono comunque rimanere al fianco del ragazzo per sottolineare SEMPRE ciò che di buono fa, i piccoli progressi, il positivo che c’è in lui per far sì che non perda fiducia in se stesso e nelle proprie possibilità anche nel caso venga bocciato.

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