Il ruolo di una madre: essere lo specchio del proprio piccolo

Mother Kissing Toddler's CheekQuando si diventa madri, tutto cambia. I primi quattro mesi di vita il piccolo è completamente dipendente da noi. Non si riesce quasi più ad avere una propria autonomia, uno spazio nostro perché siamo continuamente occupate ad allattare, cambiare pannolini e accudire il neonato. Se il piccolo non presenta particolari problemi e la mamma ha un carattere forte, sicuro ed è aiutata da persone positive e non ansiose, proverà una gioia immensa nel gestire questa nuova situazione e non farà quasi caso alla stanchezza e a tutti i problemi che ne derivano. Purtroppo, come dice il titolo di questo blog, mammastyle, ogni madre ha uno stile diverso di esprimere il proprio sentimento materno senza per questo doversi giustificare o sentire una madre peggiore se non riesce a vivere serenamente i primi faticosi mesi di vita del suo bambino.

Una madre single oppure una mamma che di natura è più ansiosa rispetto ad altre, comunicherà questo disagio anche al bambino perché non riuscirà ad interpretare le esigenze del piccolo e cioè il vero Sè del bambino ma interpreterà tutto con i propri occhi. Ecco allora che il pianto del piccolo, invece che venir preso come un bisogno di sonno, verrà interpretato come un malessere fisico che il bambino ha e questo non farà altro che aumentare la preoccupazione e lo stress della neomamma. Cosa si dovrebbe fare? Sicuramente aiutare da persone più esperte come la propria madre che ci è già passata o una puericultrice o al limite un pediatra che tranquillizzerà la mamma e le farà capire che il bambino se muove le gambine ed emette versi non è detto che soffra di coliche ma semplicemente esprime a modo suo la propria felicità e si diverte a sentire il gorgoglio della propria voce.

Il venire compreso da qualcuno è fondamentale per ogni adulto; immaginiamo quanto lo sia per un neonato che non può neppure esprimersi a parole! La mamma, guardandolo, dovrebbe cogliere quasi in maniera naturale, quello che attraversa la mente del piccolino e farsene carico.

Ci vuole predisposizione o comunque esercizio per capire quanto il viso di una madre nei primi mesi di vita sia per il neonato uno specchio attraverso il quale si riflette, coglie il mondo e si sente a sua volta accolto. Se un bambino piange nel tentativo di infilargli un golfino, la mamma può tranquillizzarlo facilmente parlandogli in modo sicuro, fermo e deciso ma trasmettendogli il fatto che ha capito la sua insofferenza di fronte all’indumento ma che è necessario indossarlo perché tira vento. Il bambino, guardandola e sentendola, capirà di riflesso che quanto sta per accadere (mettere il golf) è una cosa buona e giusta e si tranquillizzerà. A volte, invece, una madre è troppo concentrata sul Sè adulto e non riesce a cogliere il vero Sè del bambino. Certo, non è facile accantonare tutto e dedicarsi 24 ore su 24 al nuovo arrivato, soprattutto per quelle donne che avevano una intensa vita lavorativa prima di divenire madri. Tutto però potrebbe essere più facile se la mamma capisse che questa simbiosi durerà solo per quattro mesi e cioè fino a quando il piccolo non inizierà a divenire più autosufficiente, succhiandosi il pollice e scoprendo di avere anche due manine.

Quindi, tutto passa e così anche questa prima fase in cui una madre si può sentire annullata come donna. certo è che se lei deve comprendere totalmente il piccolo, a sua volta dovrà sentirsi compresa da qualcuno e quindi avrà bisogno di massimo aiuto fisico ed emotivo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Inizia a scrivere il termine ricerca qua sopra e premi invio per iniziare la ricerca. Premi ESC per annullare.

Torna in alto