Gravidanza e cucina delle feste: rischi con stravizi della tradizione occidentale

Tempo di festeggiamenti, momenti in famiglia e con gli amici, ma anche di tavole abbondanti, colme di tutto ciò che la nostra tradizione consiglia per la cucina delle feste. Cedere troppo al palato, però, non è saggio durante la gravidanza e una nuova ricerca ci avverte: i ricchi menu occidentali non sono salutari per il bambino.

Ancora alle prese con la cucina delle feste

Appena trascorso il Natale è già tempo di pensare al cenone dell’ultimo dell’anno, senza dimenticare cene, pranzi e spuntini in compagnia di parenti e amici che si incontrano solo in questi giorni. Se siete in dolce attesa però, attente a cosa mettete nel piatto: passi qualche strappo alla regola, ma non abbandonatevi del tutto alla cucina delle feste; l’abbondanza della tradizione culinaria occidentale può nuocere a voi e al bambino.
Ad affermarlo è una ricerca dello Scripps Research Institut di La Jolla (California), pubblicata sul sito dell’American Physiologycal Society, secondo la quale gli esperimenti sui topi dimostrano i danni che un’alimentazione troppo ricca in gravidanza può causare al bambino, conducendolo già nell’infanzia lungo la strada dell’obesità. A fare la differenza (in negativo) sarebbe l’eccesso di grassi, carboidrati e proteine.

Topi e alimentazione

I ricercatori hanno testato le conseguenze dell’alimentazione sbilanciata su alcune cavie; i topi sono stati suddivisi in due gruppi, a seconda che fossero inclini ad aumentare di peso o, piuttosto, dimostrassero una tendenza a restare magri nonostante il surplus di cibo, un po’ come capita a qualche fortunato anche con la cucina delle feste.
I topi sono poi stati alimentati sia con una tipica dieta occidentale che con un menu ricco di cereali e povero di grassi.
Secondo i risultati dei test, i figli delle femmine alimentate all’occidentale hanno mostrato una tendenza all’obesità sia immediatamente dopo la nascita che più avanti, in età adulta; nessuna differenza degna di nota si è potuta rilevare con riguardo all’appartenenza delle madri ad uno o all’altro dei gruppi iniziali: anche se la femmina, per costituzione, riesce a mantenere “la linea” nonostante l’alimentazione ricca, i suoi cuccioli rischiano di ingrassare precocemente e troppo.

Sovrappeso, prole e fertilità

Quest’ultimo rilievo è particolarmente interessante perché in passato alcune ricerche avevano trovato una relazione diretta tra il sovrappeso della madre e quello della sua prole; oggi scopriamo, però, che a fare la differenza potrebbero essere non tanto la costituzione del genitore, quanto piuttosto le sue abitudini alimentari che, durante la gravidanza, influiscono direttamente sulla risposta metabolica del bambino.
A margine, i ricercatori hanno infine notato una cosa, che non era oggetto di studio, ma che invita certo alla riflessione, specie quando il sovrappeso non è un problema legato esclusivamente agli stravizi della cucina delle feste: i topi più inclini all’aumento di peso, hanno fatto più fatica degli altri a riprodursi, segno che obesità e eccesso ponderale possono essere d’ostacolo al concepimento e incidere in qualche misura sulla fertilità. Non si tratta certo di conclusioni e verità assodate, ma suggeriscono, se non altro, un approccio un po’ più salutista alla tavola in ogni fase della vita, prima, durante e dopo la gravidanza.

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