I disturbi specifici dell’apprendimento: come riconoscerli e come affrontarli

dsaLa sigla DSA indica i Disturbi Specifici dell’Apprendimento, una problematica abbastanza importante e frequente che interferisce in modo negativo sul corretto sviluppo del bambino. In Italia, la patologia riconosciuta dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università della Ricerca), interessa in media il 2,5% dei bimbi in età scolare e i disturbi si manifestano con accentuate difficoltà circoscritte, ma spesso collegate fra loro, indentificate nella capacità di imparare a scrivere, a leggere e ad eseguire i calcoli, che possono emergere già a partire dall’ultimo anno di scuola materna e che se non vengono riconosciuti e trattati attraverso una specifica terapia cognitiva-comportamentale nei tempi adeguati, si rischia di compromettere fortemente il percorso di studi dei bambini con conseguenti ripercussioni sul loro futuro anche in età adulta, causando una notevole riduzione delle aspettative di realizzazione in ambito sia sociale che lavorativo.

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento non sono rapportati all’intelligenza del piccolo, anche perché alcune volte possono sviluppare un’intelligenza superiore rispetto alla media, piuttosto possono verificarsi in seguito ad altre condizioni (disturbi emotivi, danni sensoriali) oppure derivano da differenze culturali e metodi di insegnamento inappropriati. Alla base di questi disturbi, pare che i DSA abbiano uno stretto rapporto di tipo neurobiologico, ossia anomalie di tipo funzionale e strutturale a carico del cervello, quindi è molto probabile che il deficit sia dovuto in buona misura a fattori ereditari.

I bambini affetti da questo tipo di disturbo, presentano maggiori difficoltà di apprendimento accumulando ritardi rispetto alle condizioni normali e necessitano, per questo motivo, di un percorso didattico e strumenti personalizzati, al fine di accelerare il processo di apprendimento in tempi rapidi. I disturbi comuni di apprendimento sono:

  • Dislessia (difficoltà a leggere e a scrivere);
  • Disortografia (problemi di ortografia e grammaticali);
  • Disgrafia (grafia scorretta);
  • Discalculia (problemi con il calcolo e i numeri).

Premesso che i bambini dislessici non sono tutti uguali perché possono presentare uno o più problemi, è comunque possibile riconoscerli attraverso una serie di comportamenti, differenze percettive, abilità e sviluppo come:

  • lentezza nella lettura che risulta non fluente;
  • grafia poco comprensibile, compresi frequenti e ripetuti errori ortografici successivi al primo anno di scuola elementare;
  • mancanza di concentrazione e accentuata distrazione;
  • difficoltà ad imparare e ad eseguire le tabelline compresi sia i calcoli mentali che scritti.

I bambini con disturbi specifici di apprendimento devono faticare più del doppio per ottenere un certo risultato scolastico, che comunque risulta sempre nettamente inferiore rispetto alle loro capacità intellettive e questo fatto può generare disagi a livello emotivo e psicologico, come depressione, frustrazione e rifiuto della scuola stessa. Pertanto, per affrontarli, occorre intervenire in tempi brevi ed è consigliabile entro il terzo anno di scuola elementare. Innanzitutto, se sospettate che vostro figlio possa essere affetto da DSA, è indispensabile rivolgersi ad un neuropsicologo, che attraverso un’attenta valutazione potrà confermarvi la diagnosi. Una volta accertata la presenza di uno o più disturbi dell’apprendimento, si procederà mettendo in atto una serie di strumenti riabilitativi ed esercizi terapeutici mirati, per colmare i deficit riscontrati.

La scuola, dietro presentazione di apposito certificato, è tenuta a prendere atto di questi disturbi di apprendimento e ad attuare tutta una serie di strumenti compensativi (più tempo per svolgere le verifiche, interrogazioni programmate, possibilità di avvalersi di schemi o calcolatrice) e dispensativi (il dislessico non è tenuto a leggere a voce alta, può essere esonerato da alcuni esercizi come imparare a memoria le tabelline)

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