Come costruire un buon rapporto genitori e figli nei primi anni di vita

Un bambino da 1 a 3 anni, prova molto spesso sentimenti di grande frustrazione. Vuole essere indipendente, ma non possiamo permetterglielo sempre. Quando siamo noi a dire “No!” a loro, lo facciamo per proteggerli e insegnare delle regole importanti, ma loro non capiscono le nostre motivazioni, provano solo la frustrazione di sentirsi dire “No!”. A volte il bambino reagisce facendo i capricci. Infatti la frustrazione cresce e lui non sa come
esprimerla a parole. Il suo linguaggio non è abbastanza sviluppato per esprimere i suoi sentimenti e quindi crolla in uno stato di tristezza, frustrazione e rabbia. Esprime questi sentimenti piangendo, gridando e gettandosi a terra.

Se riusciamo a capire quello che prova il bambino allora possiamo dimostrargli come gestire questa rabbia ed esprimere i sentimenti in un modo costruttivo.
A seconda delle loro reazioni i genitori possono aumentare la frustrazione del bambino che poi sfocerà in una vera e propria situazione conflittuale; oppure possono dare al bambino gli strumenti che lo accompagneranno per il resto della sua vita, e rafforzare allo stesso tempo il nostro rapporto con loro.

Ricordiamoci sempre che affetto e punti di riferimento sono i due strumenti più potenti che abbiamo per riuscire a raggiungere i nostri obiettivi come genitori. Per capire come poter far sentire il proprio affetto e fornire punti di riferimento ai bambini in questa fase del loro sviluppo immaginate questa situazione:

Il vostro bambino/a è molto attivo e corre per la casa toccando ogni oggetto.
Sta allungando la mano per afferrare un paio di forbici che ha visto sul tavolo. Cosa
dovreste fare?

Pensate a queste possibili reazioni e decidete quale è la migliore e perché.

  1. 1. Date uno schiaffo alla mano del bambino/a per insegnargli a non toccare gli oggetti
  2. pericolosi.
  3. 2. Sgridate il bambino/a ad alta voce per spaventarlo e allontanarlo dalle forbici.
  4. 3. Prendete le forbici dalle mani del bambino/a con delicatezza, con calma gli dite come
  5. si chiamano e gli mostrate che servono a tagliare la carta. Gli spiegate che ci si può
  6. fare male con le forbici e quindi le mettete in un posto sicuro. Distraete il bambino/a
  7. con un giocattolo.

Prima di rispondere pensate al motivo per il quale il bambino/a ha afferrato le forbici.

Scrivete su un foglio tutti i possibili motivi. Ora pensate ai vostri obiettivi a lungo termine. Che genere di rapporto volete avere con vostro figlio/a quando sarà un adulto. Quali qualità volete che abbia vostro figlio/a?

  • Dare uno schiaffo a vostro figlio/a potrà aiutarvi a raggiungere i vostri obiettivi a lungo termine?
  • Sgridare vostro figlio/a potrà aiutarvi a raggiungere i vostri obiettivi a lungo termine?
  • Dirgli il nome dell’oggetto, mostrargli a cosa servono le forbici, spiegargli che ci si può fare male, metterle in un posto sicuro e distrarre il bambino/a può aiutarvi a raggiungere i vostri  obiettivi a lungo termine?

Tra queste tre reazioni qual è quella che permette a vostro figlio/a di sentire il vostro affetto? Ricordate che per “affetto” intendiamo protezione fisica ed emotiva. E infine, quale comportamento è quello che riesce a fornire punti di riferimento a vostro figlio/a? Ricordate che per “punti di riferimento” si intende le informazioni di cui il bambino ha bisogno per imparare. Trovando la risposta che soddisfa tutti e tre gli obiettivi che vogliamo raggiungere, quello che si dovrebbe fare nella situazione prima ricordata è spiegare al bambino cosa sono le forbici, a cosa servono e la loro pericolosità.

(adattamento da Guida pratica alla genitorialità positiva, ed. Save the Children, Italia onlus)

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