Confessioni di una mamma a tempo pieno (fine)

2013-05-04 11.03.39Avere due bambini è stata una scelta, come averli a poca distanza uno dall’altro per poterli allevare assieme ed avere il mio tempo libero quando sarebbero andati alla scuola materna.
Ma come nacque Sam, il solo pensiero di dover ricominciare con tutte le operazioni appena concluse con Kitty,  mi demoralizzò.
E non è giusto per Sam, che è un bimbo allegro. Ama giocare, divertirsi  e merita che qualcuno gli stia attorno e che gioisca della sua compagnia.
Così, con l’inizio del secondo anno di vita di Sam mi sono arresa di fronte a questa mia depressione e ho deciso di assumere una tata.
Ho assunto Maggie, una deliziosa ragazza rumena, che cura Sam dal mattino fino a metà pomeriggio. Essa ha una moltitudine di tate amiche e passano allegramente il tempo assieme.
Sam ride e batte le manine quando essa arriva e se lei non adora realmente Sam, devo dire che è una brillante attrice. Con la mattina libera la mia vita è cambiata.
Quantunque spesso non guadagni nulla con i piccoli lavoretti occasionali che riesco a trovare come correttrice di bozze o altro, una volta che i bambini andranno alla scuola materna e non ci sarà più da pagare la bambinaia, le cose potranno migliorare.
La casa adesso è organizzata meglio; posso sistemare tante cose ed anche cucinare pranzi più piacevoli.
In più, se ho un mese di pieno lavoro come freelance, posso permettermi di soddisfare qualche capriccio in qualche negozio alla moda. Ho incontrato anche un’amica estetista e abbiamo potuto fare in tranquillità una lunga chiacchierata. Una meraviglia!
Non è che io abbia rinunciato completamente ai miei bambini. Li curo dall’una fino all’ora in cui vanno a letto. E se qualche volta l’ora di andare a dormire sembra non arrivare mai, il solo pensiero di avere la mattinata libera mi rende allegro e piacevole il momento di gioco che passo con loro.
Così, quando Maggie arriva al mattino, la saluto con una miscela di gioia e tristezza: gioia perché la mia vita è molto più bella ora, tristezza perché penso di aver fallito con i miei bimbi.
Ma sembra che Sam non faccia caso a chi lo cura: l’importante che lo facciano giocare e che gli diano la pappa quando ha fame. Ed alla fine quello che conta è che i miei figli siano felici e sereni.
Ecco care lettrici, questa è una lettera scritta da una mamma che si chiama Esther Walker, inglese, che ha avuto il coraggio di raccontare la sua storia in Internet. Molti l’hanno criticata ma tanti anche capita. Io stessa sono stata una mamma a tempo pieno con la “fortuna” di potermelo permettere ma anche se stare coi propri figli è un’esperienza unica che ti fa riscoprire tante cose dimenticate, ritrovare quella fanciulla che gli anni hanno messo da parte, il gusto delle “prime volte” di fronte alle smorfie del piccolino che assaggia la sua prima mela, la sua prima pappa o che per la prima volta si siede sull’altalena, non sempre le giornate ti sembrano così brillanti e gioiose. Non sempre è facile ammetterlo con se stesse e figuriamoci di fronte alle altre mamme che girano con un sorriso stampato sul volto. A volte mi chiedo se sono reali… Così, penso sia utile riflettere su questa tematica: mamma a tempo pieno sì o no? Più vantaggi o svantaggi? Che ne pensate? 

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