Come comportarsi quando i bambini usano le parolacce

parolacceUltimamente mio figlio dice tante parolacce e più provo a spiegargli che non sta bene dirle, più lui le usa! Ogni bimbo attraversa questa fase, è inevitabile. Magari sente queste parole fuori di casa, a volte anche in casa ma è certo che ovunque le abbia sentite, inizia a ripeterle quasi all’infinito! Ho cercato quindi di documentarmi per trovare almeno dei consigli validi da condividere con quelle mamme che seguono mammastyle e che si trovano purtroppo nella mia stessa situazione…

I bambini non riescono ad assimilare il concetto che alcune parole non si dicono perché “non sta bene”. Spesso per loro una parola acquista il significato di bella o brutta a seconda del suono che produce quando la si pronuncia o in base alla nostra reazione quando la sentiamo. Ieri il più grande mi raccontava di quello che sta combinando a scuola, ossia, durante l’intervallo lungo lui e altri compagni hanno formato il gruppo segreto dei bambini dello sgabuzzino. Immaginano chissà quali avventure: andare per il mondo, scoprire il campo magnetico che si trova nel Triangolo delle Bermuda… tutto su una ZACCHERA. A questo punto sono scoppiata in una grande risata!!! Zattera, Gabriele! Non zacchera! Lui si è un po’ offeso… Se fosse stato Francesco, che ha 5 anni, avrebbe continuato a ripetere zacchera per farmi ridere, divertendosi anche lui… Così, quando lo stesso monello mi dice una parolaccia e vede la mia rabbia, stupore, indignazione, anche vergogna se la cosa avviene in pubblico, continua a ripeterla perché sa che ottiene questa mia reazione.

Il bambino, al di sotto dei 5 anni, cerca sempre di attirare l’attenzione, soprattutto quella della mamma o del papà. Così fa i capricci quando siamo presenti e magari è buono come un angelo quando è con altre persone. La stessa cosa avviene con le parolacce. Ha capito che pronunciando quella parola suscita in noi una reazione e così si sente sotto i riflettori e continuerà a ripeterla in modo da sentirsi importante. Anzi, magari ne cercherà delle nuove per averne più di una a sua disposizione. In tal caso la cosa migliore è lasciar cadere la parola “proibita” nella più assoluta indifferenza in modo che il piccolo a poco a poco capisca che anche se usa le parole cattive non ottiene la nostra attenzione, anzi, magari riesce a coinvolgerci di più quando usa le parole carine, quelle che si possono usare.

Dai 5 anni in su il bambino è perfettamente consapevole della portata della parolaccia e il fatto che continui a ripeterla nonostante le punizioni rientra nel periodo di ribellione di questa età. Il bambino si sente cresciuto, non è più il “piccolino”, sta per lasciare la scuola materna e iniziare la scuola dei grandi, la vera scuola. Tutto questo può anche spaventarlo e i suoi atteggiamenti possono divenire più aggressivi e cercare una specie di scontro con i genitori per esprimere il proprio disappunto, le angosce che prova, la rabbia che sente. Anche in questo caso le punizioni non sortiscono grandi effetti perché è comunque una fase che come tutte le altre passerà, quando avrà superato le proprie difficoltà. Forse più che una sgridata bisognerebbe spiegargli che siamo vicini a lui, lo capiamo e vogliamo aiutarlo. Le parole però possono fare anche male, tanto male. Se ci dice qualcosa di brutto dobbiamo spiegargli e ci ha reso tristi, che se vuole il nostro aiuto dovrà essere più gentile. Se ci riempie di insulti e usa brutti termini la mamma e il papà si sentono tristi e non hanno entusiasmo né desiderio a giocare insieme.

Se vuole giocare con un gioco che un altro bimbo ha in mano e per farlo inizia a trattarlo male, l’altro bimbo magari si arrabbierà o inizierà a piangere e difficilmente inizierà a giocare con lui o a dargli quel gioco tanto desiderato. Meglio invece andare dall’amichetto e chiedergli dolcemente se vuole giocare insieme o se gli presta per un attimo quell’oggetto. Sicuramente avrà più possibilità di ottenere ciò che vuole.

Non si riuscirà a rimediare completamente al problema e ogni tanto le parolacce scapperanno dalla bocca dei nostri figli ma avremo iniziato a risalire la china e prima o poi questo periodo passerà. Certamente è importante dare il buon esempio in casa ed evitare l’uso di parolacce e nel caso ci scappassero, chiedere scusa e ammettere di aver sbagliato.

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