Come educare i bambini con una punizione alternativa? Una scuola americana ha trovato una soluzione.

come educare i bambiniOrmai è un dato di fatto che i bambini sono sempre più agitati. La causa principale potrebbe avere origine nell’evoluzione della società con tutti i suoi derivati: un’educazione più raffinata, meno tempo all’aria aperta e più davanti a device elettronici come smartphone e tablet, famiglie sempre più smembrate etc. Si finisce allora per adottare metodi educativi molto spesso coercitivi, costrittivi e poco interattivi. Vediamo insieme come educare i bambini in modo corretto.

La differenza sostanziale risiede nell’obbligo assoluto con costrizione, nell’adozione di un determinato comportamento. Tradotto in parole povere, classico è l’esempio della mamma che dice “Paolo, guarda che se non finisci il piatto, muoiono tutti bambini dell’Africa!” un esempio po’ estremo, ma che rende bene l’idea. Il problema risiede nell’aut aut: o fai questa cosa o non ottieni quell’altra. Finiamo per trattare i nostri figli come degli animali, torniamo a impersonificare i panni dello scienziato Pavlov ed agiamo sperimentando una sorta di stimolo-risposta, con i nostri bambini, come se fossero i cani che ci obbediscono a suon di fischietto o di “conto fino a tre! Uno.. Due…”. Al non fare quello che ti dico, segue una punizione.

Ma allora cosa fare e come educare i bambini in modo corretto?

Il trucco o meglio, il segreto, risiede in una comunicazione più interattiva, empatica e che ci aiuta ad entrare in maggiore sintonia. Facile da scrivere e facile da leggere e capire, più difficile da mettere in pratica sotto tortura di piagnisteo e capriccio frenetico.

I primi ad influenzare i nostri figli, siamo noi, ma dov’è che passano tanto di quel tempo ogni giorno? A scuola. Per cui se anche negli ambienti scolastici non si adottano atteggiamenti meno coercitivi è difficile ottenere miglioramenti duraturi.

Un’idea davvero carina e da replicare è stata quella avuta da una scuola americana, “Robert W. Coleman School” di Baltimora che rimpiazzato la punizione vera e propria con la meditazione. Ne abbiamo già parlato con John Kabat Zinn, autore del libro “Dovunque tu vada ci sei già”. Come funziona quest’iniziativa? Invece di fare dei compiti extra, i bambini “cattivi” vengono accompagnati in questa stanza davvero carina e rilassante, con tappeti e cuscini morbidi, dove i piccoli possono sedersi, incrociare le gambe e respirare profondamente, provando per la prima volta l’esperienza della meditazione o quella che gli americani amano chiamare “mindfullness”. I benefici sono veramente utili per far diventare ogni bambino un adulto più forte. La mindfullness infatti aiuta a costruirsi un armatura emotiva più forte, ad essere dunque meno fragile, ma al contempo migliora la memoria. La scuola ha stretto una partnership con la Holistic Life Foundation per farsi aiutare in questo progetto. Ciò che più sorprende, secondo Kirk Philips, è come questi ragazzini di quasi 10 anni riescano a fare tanto baccano in aula e a rimanere poi in assoluto silenzio nella stanza della meditazione. Oltre ai benefici per ogni singolo praticante, ci sono vantaggi per l’intera scuola. Uno di questi è stato appunto la “non sospensione” di nessun alunno. Un tasso portato allo 0% grazie a questa splendida iniziativa. Speriamo che questa notizia possa rimbalzare e catturare l’attenzione di qualche scuola italiana, nella speranza che si adottino iniziative simili anche nel nostro Paese.

 

Scritto da Simone P.

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