Buona educazione: piccolo galateo per bambini

buona educazioneLa buona educazione è importante, lo sappiamo; la pretendiamo dagli altri, noi stessi cerchiamo di obbedire alle norme che la regolano, ma con i bambini talvolta siamo di manica larga e, con la scusa che sono ancora piccoli, perdoniamo qualche comportamento sopra le righe, ridiamo se pronunciano parolacce e li scusiamo perché sono timidi se non salutano. Così facendo non aiutiamo i più piccoli e non li prepariamo ad essere, in futuro, adulti migliori. Proviamo a porre rimedio ed impegniamoci ad insegnare loro un piccolo galateo per bambini, che si compone di poche e semplici regole; eccole.

Ciao e arrivederci

Salutare quando si entra in una stanza in cui ci sono delle persone o quando si incontra qualcuno è alla base della buona educazione e non può che essere la prima regola del nostro piccolo galateo. Vale nei confronti di chiunque e non ammette eccezioni; un cortese “buongiorno” o un “ciao” sono molto più di una parola e danno la giusta considerazione a chi incontriamo; ecco perché anche mamma e papà salutano con rispetto tutte le persone che incrociano, come la maestra, il bidello, il giornalaio o la vicina di casa.

Pronto?

Rispondere al telefono è un’attività “da grandi” di cui ogni bambino può essere orgoglioso, perché richiede padronanza di linguaggio e, soprattutto, è segno della fiducia dei genitori; il piccolo galateo dei bambini, così come quello dei grandi, impone però che lo si faccia con la stessa espressione garbata che si usa vis à vis: assolutamente vietati sbuffi, “Eeeh?” e cornette sbattute senza preavviso. Quando si risponde ad una chiamata si dice “Pronto?” e si saluta prima di concluderla.

Grazie e per favore sempre

Altro pilastro della buona educazione per grandi e piccini è l’accoppiata costituita dal sempreverde “per favore” e dal suo compagno d’avventura “grazie”. Per favore è una sorta di formula magica: quando la si usa correttamente apre molte porte e permette di ottenere cose che sembrano irraggiungibili (se la bimba chiede per favore, ad esempio, la mamma le farà indossare le sue scarpe per un giro di prova). È così potente che mamma e papà la usano in continuazione, anche a tavola, anche con i bambini. Grazie è invece una parola bellissima, che porta con sé cose belle date e ricevute e che mette di buonumore; rallegra la giornata di tutti, anche del padrone del negozio in cui abbiamo fatto la spesa o della mamma che ha preparato la colazione e la porta a tavola.

Interruzioni, no grazie

Quando si parla con gli altri, è buona norma attendere che abbiano finito prima di intervenire, a meno che la conversazione non richieda un botta e risposta. I bambini hanno spesso la brutta abitudine di parlare “sugli altri” e, per imporsi, di alzare la voce o utilizzare un tono stridulo e innaturale. Questa regola è semplicissima da applicare, perché basta contare fino a tre dopo che l’altro ha smesso di parlare prima di intervenire. Anche in questo caso è questione di rispetto per l’altro: evitando di interromperlo lo si ascolta meglio, gli si dà la possibilità di esprimersi e quindi gli si riconosce la giusta importanza. Anche mamma e papà, ovviamente rispettano questa voce del galateo.

Anche essere altruisti è buona educazione

L’altruismo si può imparare, eccome. Anche in questo caso, l’esempio di mamma e papà è fondamentale e potrà essere dato dando vita a piccoli, ma importanti gesti quotidiani che facciano capire ai bambini che essere gentili e avere considerazione delle altre persone non solo è buona educazione, ma è qualcosa che fa parte della quotidianità (o almeno dovrebbe) e non dipende dall’indole delle persone. Tutti possiamo essere altruisti, come fa la mamma quando lascia il posto a sedere dal medico all’anziana appena entrata o il papà quando aiuta la vicina a portare la spesa.

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