Bambini e internet: parliamone con loro

laptop-internetLa vita del genitore era decisamente più semplice prima dell’avvento del web; chi ha dei figli oggi deve infatti mettere in conto l’ennesimo discorso difficile, che si aggiunge ai grandi classici sulla sessualità e sui cambiamenti dell’adolescenza. La disponibilità di internet (non illudiamoci di controllare i nostri figli al punto di impedire loro l’accesso alla rete) e il rapporto bambini e internet, e il fatto che il web ormai fa parte della quotidianità, impongono di parlarne chiaramente.

Rapporto bambini e internet, mettiamo in guardia i nostri figli

Mettere in guardia i nostri figli sui pericoli di un uso sconsiderato del web è una nostra responsabilità e ci sono molti motivi per cui è importante farlo. Innanzitutto, anche se sono nati con una tablet tra le mani, non è detto che siano consapevoli di cosa succede davvero là fuori; anzi, la familiarità con il mezzo potrebbe essere dannosa e spingerli ad abbassare il livello di guardia. Inoltre, affrontare il discorso può essere importante per aprire un canale di dialogo sul tema: parlandone dimostriamo di essere consapevoli del fatto che anche online può capitare qualcosa e che siamo sempre disposti ad ascoltare. Ovviamente, la buona riuscita del discorso dipende dall’adozione di un approccio corretto; vediamo insieme come fare.

No ai divieti, sì alle regole

Lo abbiamo accennato, pensare di vietare del tutto l’uso di internet, specie dopo gli otto/nove anni, è sbagliato e illusorio. Non possiamo negare che il web sia ormai una parte importante della nostra vita e basta far mente locale e pensare a quante volte al giorno lo usiamo anche per le attività più banali, come controllare l’orario del pullman o leggere un giornale online. Inoltre, non possiamo nemmeno controllare il rapporto tra bambini e internet 24 ore al giorno: se noi glielo vietiamo, troverà il modo di navigare (e lo farà senza controllo). Meglio allora accompagnarlo nella scoperta delle opportunità offerte dal web e fissare poche e semplici regole; è importante stabilire un orario di utilizzo e definire in modo chiaro cosa può fare e cosa no.

Niente invettive contro la rete

La prima regola per far sì che ci ascolti davvero è non demonizzare il web e il suo uso. Internet è una straordinaria risorsa e non è affatto vero che tutte le persone che si possono incontrare in forum, chat e social network sono dei potenziali criminali. Iniziando così il discorso, otterremmo solo una totale chiusura e tutto ciò che diremo sarà relegato nel calderone delle assurde imposizioni di mamma e papà. Non dimentichiamo mai che internet non è una novità per i nostri figli; per loro è normale, così come per noi erano normali i libri. Se qualcuno ci avesse detto che tutti i libri sono dannosi, come avremmo reagito?

Non sopravvalutare

Il rapporto bambini e internet non va mai sottovalutato, come abbiamo visto, ma è altrettanto importante non dare per scontato nulla, nemmeno davanti alla loro ostentata sicurezza e conoscenza del web. Possono essere molto più bravi di noi con la tecnologia, ma ciò non significa che siano abbastanza maturi da coglierne tutte le implicazioni. Ricordiamo sempre di parlare con loro adattando il discorso alla loro età e alle loro caratteristiche.

Messaggi e Chat Room

Proprio nell’ottica di non dare nulla per scontato e, nel contempo, non demonizzare il tutto, chiariamo con attenzione la differenza tra i messaggi e le chat room. In linea di principio, i servizi di messaggistica dei social network sono costruiti in modo tale per cui è necessario stabilire un contatto per poi scambiarsi messaggi. Su Facebook bisogna essere amici (o il messaggio finisce nella cartella “altri”), su WhatsApp è necessario avere il numero di telefono del contatto; in tutti i casi simili c’è già un controllo iniziale, una selezione delle persone con cui interagire. Nelle chat room invece, il rischio di incontrare qualche malintenzionato è più elevato.

I blog (o videoblog) personali

Non dimentichiamo, infine, di mettere in guardia nostro figlio dal tenere un blog o un videoblog personale; potrebbe essere attratto da questa possibilità, data la notorietà raggiunta in rete da alcuni giovanissimi. Sottolineiamo il fatto che non c’è nulla di male nel volerlo fare, ma chiariamo anche con precisione quali sono i pericoli che corre e non limitiamoci ad elencargli tutti i modi in cui un estraneo potrebbe approfittare delle informazioni da lui divulgate in questo modo; facciamogli presente che il blog verrebbe visto anche dai suoi amici e compagni (spesso il rapporto tra “la rete” e la dimensione locale non è molto chiaro); è probabile che lui stesso si trovi a riflettere e decida di limitare le proprie esternazioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Inizia a scrivere il termine ricerca qua sopra e premi invio per iniziare la ricerca. Premi ESC per annullare.

Torna in alto