Bambini e bugie: quando iniziano a dirle, perché e come reagire

bambina-gialloGuardi il tuo bambino e ti sembra impossibile che possa mentire, vero? È così puro, ingenuo e semplice… e poi è troppo piccolo per macchinare qualcosa. Invece no, mentire è una “abilità” che i bambini acquisiscono molto presto, anche se spesso lo fanno ancor prima di capire davvero cosa sia una bugia. Scopriamo insieme qual’è il rapporto bambini e bugie, quando iniziano e mentire e come affrontarli.

Bambini e bugie: Bugiardi precoci

I bambini e bugie iniziano a convivere già tra i due e i tre anni, almeno stando agli studi dell’Erikson Institute di Chicago, secondo il quale già a questa età i piccoli riescono a capire che ciò che dicono provoca una data reazione in chi li ascolta. Non si tratta ancora di una vera e propria menzogna, ma di una deviazione dalla realtà, che talvolta si traduce in affermazioni assurde, al limite del paradosso. L’esempio più tipico è quello dei bambini che, di fronte ad un disastro che hanno combinato, incolpano qualcun altro, come il fratellino in fasce che, non essendo ancora in grado di far altro se non mangiare, dormire e piangere, difficilmente c’entra qualcosa.

Attorno ai quattro anni i bambini iniziano a capire che quando dicono qualcosa che devia dalla realtà dei fatti, non stanno dicendo la verità, quindi stanno mentendo. Ovviamente ancora non riescono, non da soli almeno, a capire che questo comportamento è sbagliato. In questa fase capita spesso di sentirli rispondere ad una domanda diretta, con un generico “non so”.

Bambini e bugie: Perché i bambini mentono

Sono davvero tanti i motivi che spingono un bambino a dire una bugia; le ragioni cambiano, ovviamente, nel corso degli anni, in base al suo sviluppo e alla capacità di distinguere il vero dal falso; vediamo quali sono i più comuni:

1. Richiamare attenzione: soprattutto per i bambini più piccoli mentire potrebbe essere un facile modo per farsi notare e attirare l’attenzione di mamma e papà. In questi casi, più che di bugie, si tratta di veri e propri voli della fantasia; ad esempio, possono raccontare di aver visto il classico asino che vola. Non stanno propriamente dicendo il falso, ma usano la loro fervida immaginazione per interpretare ed affrontare il mondo che li circonda.

2. Togliersi dai guai: questo è un classico e, dobbiamo ammetterlo, è forse il modo di mentire che più riusciamo a comprendere, dato che anche noi adulti spesso vi facciamo ricorso. Un bambino che, dopo aver mandato in mille pezzi il vaso del salotto, accusa il fratello minore, ha trovato un modo (sbagliato) di risolvere il suo problema ed evitare una ramanzina o una punizione.

3. Non ferire gli altri: talvolta, dietro il tentativo di nascondere la verità c’è la preoccupazione di ferire i sentimenti di altre persone; può capitare, ad esempio, quando il bambino conferma di apprezzare qualcosa che gli abbiamo proposto mentre, in realtà, non gli piace. Questo genere di bugia è spesso un po’ colpa nostra: ogni volta che spingiamo il bambino ad essere accondiscendente e a non dire cosa gli piace e cosa no, anche se pensiamo di educarlo alla gentilezza con gli altri, gli stiamo in realtà dimostrando che talvolta, quando “giustificata”, una bugia non è un male.

4. Definire la propria identità: la bugia è anche un mezzo per sentirsi parte di un gruppo e può essere il risultato di una pressione sociale che inizia a farsi sentire nella fase pre-adolescenziale. In altri casi, la necessità cui si dà voce è quella di affermare la propria individualità rispetto alla famiglia e alle sue regole. Noi vietiamo a nostra figlia di truccarsi? Lei lo fa di nascosto, appena uscita da casa.

Bambini e bugie: Ha mentito…e ora?

Come abbiamo visto, non tutte le bugie sono davvero tali e alcune, pur essendolo, rientrano comunque in una dinamica normale e non sono certo indice di una pericolosa tendenza. Spesso i bambini non si rendono nemmeno conto delle implicazioni di quanto dicono e non di rado l’eventuale non aderenza alla realtà dipende più che altro dal fatto che il loro modo di vedere il mondo li porta a classificare ogni questione in macrocategorie; insomma, per i bambini è tutto o bianco o nero e, sebbene inizino già a formarsi un sistema di valori personale, le loro bugie non hanno nulla a che fare con la morale. Nella maggior parte dei casi, quindi, è decisamente meglio soprassedere e non concentrare la nostra attenzione su un comportamento che non ha nulla di preoccupante e piuttosto, se nel caso, provare a capire cosa c’è dietro quella bugia, cosa ha spinto nostro figlio a dirla.

Quando, invece, la tendenza a mentire è più evidente, possiamo cercare di intervenire in modo più “strutturale” al fine di eliminare questo comportamento e far capire a nostro figlio che mentire è sbagliato. In questo caso vanno comunque tenuti presenti questi importanti principi:

1. Non improvvisare: un discorso serio e efficace non può essere quello fatto d’impulso, magari proprio in risposta ad una bugia. È bene non farsi travolgere dalle emozioni e cercare di non inveire e decidere a priori, insieme al partner, come affrontare la questione e, soprattutto, quali conseguenze avrà la bugia detta.

2. Non salire in cattedra: se il discorso non va improvvisato, non deve nemmeno essere esposto come una lezione di etica o di buone maniere. Nostro figlio sa perfettamente, a parole, che mentire è sbagliato perché glielo ripetono tutti gli adulti che conosce, anche a scuola. È importante parlare al bambino nel momento in cui lo si coglie in fallo riferendosi ad un suo concreto comportamento e dimostrando preoccupazione a riguardo.

3. Chiarire le conseguenze: attenzione a rendere molto chiaro il nesso causa-effetto; il bambino deve capire che la sua bugia avrà delle conseguenze e quali saranno. È importante essere molto espliciti su questo e aver cura di prevedere una punizione che davvero si è disposti poi a far rispettare.

4. Lasciare uno spiraglio: anche se si è pronti a intervenire, bisogna sempre mettere in conto il fatto che il bambino, una volta affrontato direttamente, può decidere di aprirsi e di spiegare cosa c’è dietro la sua tendenza a mentire. Si può anche favorire questo passaggio avendo cura di condurre la conversazione in modo pacato e creando un’atmosfera tranquilla e protetta in cui il piccolo bugiardo si senta libero di parlare seppur colto in flagrante. Se ciò accade, non è bene eliminare la punizione, ma è comunque importante essere e apparire disponibili al dialogo e non commettere l’errore di respingerlo e restare irrigiditi e arrabbiati.

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