Babbo Natale esiste? Secondo la scienza non è impossibile

babbo nataleEsiste davvero Babbo Natale? Davvero può volare in tutto il mondo in una sola notte senza essere mai visto da nessuno? Secondo una scienziata inglese non è impossibile e, anzi, il mistero più magico di tutti i tempi può essere svelato grazie alla teoria della relatività di Einstein.

Babbo Natale, le renne e la slitta

Quando ci si avvicina alla fine dell’infanzia, la figura di Babbo Natale inizia a diventare quantomeno incredibile: un anziano signore che ogni anno sale su una slitta di legno trainata da renne e si alza in volo con un carico di regali; a rendere tutto ancora più assurdo il fatto che riesca a fare il giro del mondo e consegnare qualcosa come 700 milioni di regali prima che sorga l’alba del giorno di Natale e senza che nessuno riesca mai a vederlo. Eppure, quella di Babbo Natale è una favola bellissima che resiste nel tempo e alla quale dire addio è davvero difficile. Per fortuna, in soccorso dei piccoli (e grandi!) sognatori del mondo, oggi arriva nientemeno che la ricerca scientifica, con uno studio che dimostra l’incredibile: Babbo Natale potrebbe davvero fare tutto ciò che immaginiamo grazie alla teoria della relatività di Einstein.

Einstein ci mette lo zampino

Una scienziata londinese dell’Università di Exter (Devon, UK), Katy Sheen, ha calcolato che per fare il giro del mondo, a Babbo Natale servirebbero 31 ore (sembrano poche, ma tengono conto del passaggio tra i fusi orari); se la slitta trainata dalle renne riuscisse a raggiungere la ragguardevole velocità di 6,2 milioni di miglia all’ora, il tempo sarebbe più che sufficiente. Certo, con i nostri mezzi di trasporto sembra assurdo, ma la slitta che arriva dal Polo Nord è costruita con tecniche speciali e si muove certamente con un potente carburante magico. Accettato questo assunto, tutto il resto si spiega grazie alla fisica: dall’invisibilità al fatto che Babbo Natale sembri eterno e alla sua incredibile capacità di passare attraverso i comignoli più stretti.
La velocità raggiunta, stando alla Teoria della Relatività, ha come conseguenza il “restringimento” dell’omino barbuto e del suo sacco di regali: per effetto della velocità, Babbo Natale e la slitta risultano schiacciati, possono agevolmente scivolare nei più diversi pertugi e diventano praticamente invisibili agli occhi dei tantissimi bambini che ogni anno tentano invano di scorgerli nel buio della notte.
Chi ha avuto la fortuna di vederlo, comunque, lo descrive sempre nello stesso modo, come se non invecchiasse mai. Magia? No, fisica! Anche in questo caso, tutto si spiega grazie alla velocità; la dilatazione dello spazio-tempo fa sì che correndo a 6 milioni di miglia all’ora Babbo Natale invecchi molto più lentamente di chi si muove normalmente.
L’effetto Doppler spiega poi perché nessuno riesce a udire gli zoccoli delle renne, il suono dei campanelli o il caratteristico “Oh!Oh!Oh!” di Babbo Natale, ma c’è chi giura di aver percepito, proprio nel cuore della notte magica di Natale, una specie di botto. Quando la slitta si avvicina, infatti, suoni e rumori arrivano a toni più alti fino a raggiungere frequenze non percepibili dall’orecchio umano. L’unica cosa che si può sentire, ma solo ascoltando con molta attenzione, è il boato “sonico” provocato dalla slitta che, correndo così velocemente, rompe il muro del suono.

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