Smartphone ai bambini, sì o no? Le domande da porti per scegliere bene

Telefonino sì o no per i bambini? Sempre più giovanissimi maneggiano con disinvoltura e per molte ore al giorno uno smartphone o un tablet e diventa sempre più difficile dire di no quando anche tuo figlio ti chiede di averne uno. Una recente ricerca ha quantificato il fenomeno e può aiutarti a decidere cosa fare, rispondendo a semplici domande.

Bambini 2.0: troppi smartphone e tablet

Qual è il rapporto tra i bambini e la tecnologia? Siamo davvero di fronte ad un eccesso che è il caso di fermare? Il Centro Medico Santagostino di Milano, ha svolto un’indagine per quantificare il fenomeno e ha sottoposto ai suoi pazienti un sondaggio dedicato; i risultati non lasciano dubbi.

80% dei genitori cede

Il questionario è stato compilato da 184 persone, con figli di età compresa tra 0 e 11 anni; la maggior parte di questi bambini fa quasi quotidianamente uso di tablet o smarphone (48% spesso, 40% qualche volta) e solo il 5% non vi ha accesso e ne fa tranquillamente a meno.

Uso controllato

Concedere ai propri figli l’uso di device con accesso alla rete non è una scelta fatta però a cuor leggero; l’85% degli intervistati dichiara di proporre ai ragazzi delle alternative e di cercare di indirizzarli verso la lettura, l’ascolto della musica o altri passatempi creativi, ma senza troppo successo.
Ecco allora che l’unica arma nelle mani del genitore diventa quella di mettere dei paletti e dettare regole precise per l’utilizzo del telefonino o del tablet; ci prova il 62% del campione, mentre solo il 3% non sembra particolarmente preoccupato delle conseguenze di una eccessiva esposizione alla tecnologia e lascia che i bambini gestiscano in autonomia il proprio tempo davanti allo schermo.
Tra le regole imposte, ci sono quelle che riguardano i tempi di utilizzo: il 46% concede di usare gli apparecchi digitali solo mezz’ora al giorno, il 37% massimo un’ora e il 17% è un po’ di manica larga e lascia che si superino i 60 minuti.
E quando i ragazzi esagerano? Scatta la punizione: il 38% toglie loro tablet o telefono se vengono sforati i limiti imposti; il 6% prende provvedimenti drastici come vietare l’uso solo se il comportamento è tale da meritare un castigo.

Perché si cede

Smartphone e tablet sono visti dai genitori come una sorta di babysitter pronti ad intervenire in ogni momento; sembra infatti che anziché provare a stimolare le capacità dei propri figli, in molti preferiscano renderli innocui posizionandoli davanti ad uno schermo, sfruttando l’effetto calmante: il 25% dei partecipanti dichiara di ricorrervi quando il bambino si lancia in capricci, mentre sono davvero in molti coloro che se ne servono per distrarre e tenere occupati i propri figli in situazioni potenzialmente noiose per i più piccoli; dichiara di farlo molto spesso il 45% degli intervistati, anche durante i pasti (78%).

Quale uso ne fanno i bambini

Anche se spesso la richiesta di uno smartphone è condizionata dalla voglia di appartenere al gruppo di coetanei, dal sondaggio risulta chiaramente che si tratta un divertimento in solitaria, che solo nel 29% dei casi coinvolge gli amici. Questo dato è tale da far scattare un campanello d’allarme: i dispositivi elettronici potrebbero incentivare l’isolamento passivo, ovvero una forma di alienazione non certo produttiva, a differenza di altri passatempi più utili anche se fatti da soli, come ad esempio la lettura o il dedicarsi ad un hobby.
Quanto alle attività che vengono svolte tramite smartphone e tablet, ai primi posti spiccano la visione di video su Youtube (59%) e gli immancabili videogiochi (50%); per molti si tratta solo di una versione in miniatura della tv: il 42% dei bambini utilizza il device per guardare film o cartoni animati. Più ridotto sembra il rischio connesso alla navigazione sul web, come sappiamo ricca di pericoli se non adeguatamente controllata: solo il 19% “bazzica” online o utilizza applicazioni dedicate.

Le sette domande che ti aiutano a decidere

Preso atto dei numeri, della teoria e delle raccomandazioni dei pediatri, la realtà è che davanti a te c’è un bambino che probabilmente cerca di prenderti per sfinimento a suon di “ma tutti i miei amici lo hanno!” e a te resta il difficile compito di decidere cosa fare. La scelta tra cedere e resistere per il suo bene è meno ovvia di quanto possa sembrare; per aiutarti, ecco le domande che, secondo la Dottoressa Daniela Callegari, Pediatra presso il Centro Medico Santagostino, dovresti porti.

Il tempo insieme

Un primo gruppo di domande, riguarda il tempo che tu e il tuo bambino trascorrete insieme per davvero, cioè senza alcuna mediazione. Chiediti allora quanto tempo al giorno passi mettendoti alla sua altezza e guardandolo negli occhi o quanto tempo dedichi alle coccole e allo scambio sensoriale (abbracci, carezze, massaggi) tra voi. E infine, quanto tempo dedicate ad una attività condivisa, ad esempio leggere insieme?

La possibilità di esprimersi

Le ultime tre domande che devi porti, invece, si incentrano sulle possibilità che ha il tuo bambino di esprimersi liberamente. Chiediti innanzitutto quanto tempo dedichi ad ascoltare il racconto della sua giornata e quanto ad inventare giochi e divertirsi insieme, sfruttando fantasia e immaginazione. E ancora, quanto tempo trascorre da solo davanti al monitor del pc o allo schermo del tablet?

Tirare le somme

Al termine di questo piccolo esame di coscienza, tira le somme e cerca di capire se il tuo bambino ha davvero la possibilità di vivere appieno la sua età secondo i suoi ritmi, se è già troppo impegnato (puoi aiutarti con il calcolatore online di cui abbiamo parlato qui) e se, soprattutto, ha almeno un po’ di tempo per sé, da dedicare al gioco libero o semplicemente a perdersi nelle fantasticherie tipiche dell’infanzia.
Una volta fatto un bilancio sincero e oggettivo, sarà più semplice fare una scelta e, se deciderai di non cedere e rimandare l’acquisto di un telefonino personale, saprai di averlo fatto con cognizione di causa e per il suo bene.

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