La paura del buio nei bambini: come rassicurarli

DORMIRE-1Da dove nasce la paura del buio

La paura del buio nasce, naturalmente, dalle incognite che esso può celare. Contrariamente ad altri esseri viventi, infatti, l’essere umano non è in grado di vedere in condizioni di oscurità totale: una caratteristica che negli adulti, in condizioni di ordinarietà, non genera particolari tensioni, ma che nei bambini può rappresentare la leva di sviluppo delle loro fantasie più “terrificanti”.

Il buio rappresenta in altri termini un “passaggio” ad un’altra condizione, una separazione dal mondo conosciuto e un ingresso in un’atmosfera densa di incertezze: una situazione talmente insita nella nostra natura che, anche da adulti, il concetto di luce sarà facilmente associato a quello di “vita” e, di contro, le tenebre rappresenteranno la “morte”.

Non solo: aggiungiamo altresì che per i bambini il passaggio al buio è anche coincidente con il momento del distacco dai genitori. Insomma, i bimbi passano da uno stato di rassicurazione determinato dalla luce, dal riconoscere ciò che sta loro intorno, e dal contatto visivo o fisico con i genitori, a uno stadio di distacco dai propri cari, di oscurità e di timore che nel buio possano prendere vita le proprie paure.

Consigli per aiutare il bimbo a superare la paura

Stabilito quanto precede, cerchiamo di comprendere quali siano gli accorgimenti più utili per aiutare il vostro bimbo a gestire il momento dell’ingresso in una condizione di oscurità e contestuale distacco dai propri genitori, pur nella consapevolezza che non esiste una regola che “va bene per tutti”, e che pertanto ogni suggerimento dovrà essere declinato sulla specifica condizione del bebè.

DORMIRE-2In linea di massima, è preferibile cercare di abituare fin da subito – ma senza traumi – il bimbo a dormire in una condizione di oscurità, nel proprio letto: sebbene molti opinionisti ritengano che il cosleeping (cioè, il dormire nel lettone insieme a mamma e papà) possa addirittura contribuire a rendere il bimbo più calmo e con maggiore autocontrollo nelle età più avanzate, è comunque consigliabile evitare di ritardare per troppo tempo l’abitudine a dormire in solitudine.

Naturalmente, indurre il vostro bimbo a dormire da solo non equivale a creare una  indifferenza d’affetto nei confronti di un momento che deve invece essere gestito con particolare attenzione e oculatezza. Cercate quindi di “accompagnare” al sonno il vostro bimbo con una serie di azioni ricorrenti, che permettano al bambino di comprendere cosa sta accadendo, rendendolo più tranquillo e affrontando con maggiore consapevolezza e serenità tale passaggio.

Per evitare un impatto eccessivamente brusco con il buio, è possibile illuminare tiepidamente la stanza con le piccole luci da attaccarsi alle prese della corrente, e che possono favorire una maggiore serenità grazie alla flebile illuminazione della stanza, generalmente con toni pacati e tenui. In alternativa o in aggiunta, è possibile che – soprattutto nei primi mesi – mamma o papà stiano con il bimbo fino a quando questo non chiude gli occhi.

In integrazione a quanto precede, consigliamo di rimuovere dalla stanza oggetti che il bimbo potrebbe non interpretare correttamente, e che magari potrebbero proiettare delle ombre apparentemente spaventose, ottenendo quindi un effetto negativo. A proposito di oggetti, da valutare la possibilità di dare al bimbo un oggetto morbido (come ad esempio un peluche), che il bimbo possa utilizzare come compagnia nelle ore di oscurità, costituendo un ponte di collegamento con il “mondo conosciuto”.

Quando il bimbo sarà più cresciuto, e inizierà a poter interagire in maniera più cosciente con voi, potrebbe essere una buona abitudine quello di rassicurarlo ulteriormente, dichiarandogli in modo chiaro e pacato che nel buio non esiste alcun “mostro”, e che l’oscurità non ha il potere di “trasformare” gli oggetti. Potrebbe altresì essere utile leggere al bimbo delle storie sulla paura del buio, che permettano al piccolo di comprendere che la sua non è una paura isolata o rara, bensì un timore diffuso e che può essere addirittura “sfruttato” positivamente mediante una condivisione, un gioco, un’esplorazione dell’oscurità.

E se il bimbo corre nel lettone?

Spesso la paura del buio viene manifestata con pianti, grida e… corse nel lettone di mamma e papà. È proprio a questo punto che nel cuore dei genitori si apre un bivio: rispedire il bimbo in camera sua o accoglierlo nel rassicurante lettone?

Anche in questo caso, dobbiamo premettere quanto sopra già esplicitato: non esiste una soluzione che vada bene per tutti e, con tale consapevolezza, non possiamo che “personalizzare” e rendere su misura il giusto metodo per accontentare le esigenze di rassicurazione del bambino e – di contro – garantire ai genitori un proprio spazio riservato.

Pertanto, pur con le dovute generalizzazioni, se il bimbo è molto piccolo (diciamo, al massimo intorno ai 12/14 mesi), è bene riaccompagnarlo con dolcezza nel suo lettino e, con l’occasione, ricordargli quanto sia bello dormire e riposarsi nel suo spazio. Inducetelo nuovamente al sonno con favole o canzoncine della buona notte, e aiutatelo con una lucina antibuio. Evitate di cedere con troppa facilità al pianto: vedere il proprio figlio che si lamenta e si dispera non è certamente bello, ma se cedete subito alla tentazione di correre in soccorso, non lo abituerete mai a dormire da solo con la giusta tranquillità.

Se invece vostro figlio è più grandicello, dovrete probabilmente cambiare strategia, visto e considerato che indurlo a ritornare nel suo lettino potrebbe essere più arduo. Quindi, parlate con lui e cercate di rassicurarlo, leggendogli qualche storia e, soprattutto, resistendo dinanzi ai suoi prevedibili capricci: con il tempo indurlo a dormire in maniera serena e autonoma sarà sempre più facile.

E voi che ne pensate? C’è qualche strategia per contrastare la paura del buio che desiderate condividere con tutte le nostre lettrici?

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