Inps, l’annuncio sul congedo parentale: cambia tutto, come funziona adesso

Buone notizie per i neogenitori che lavorano: il congedo parentale nel 2023 sarà potenziato e ampliato. Ecco le modifiche nel dettaglio. 

Congedo parentale, si cambia, ma per una volta in senso positivo. Il congedo parentale nel 2023 viene potenziato con un’indennità pari all’80% della retribuzione per almeno un mese del periodo accessibile. Non solo: si allunga da 6 a 9 mesi il periodo di indennità standard durante il congedo.

congedo parentale potenziato novità 2023
Neonato (Mammastyle.it)

L’obiettivo, in un paese che ha quasi smesso di fare figli, è consentire alle neomamme e ai neopapà assunti in azienda di crescere i propri bambini con maggiore serenità: pur assentandosi dal lavoro manterranno buona parte del loro stipendio. Vediamo insieme tutte le novità appena comunicate dall’Inps.

Il nuovo congedo parentale dalla A alla Z

Una circolare dell’Inps datata 16 gennaio fornisce i primi chiarimenti in merito alle misure a sostegno delle famiglie e, soprattutto, sui beneficiari del congedo parentale. Una doverosa premessa: con la nuova Manovra di bilancio il Governo Meloni ha varato una serie di riforme dei bonus famiglia e delle agevolazioni fiscali per i genitori con figli a carico, compreso anche il congedo parentale per i lavoratori subordinati.

E’ il Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di sostegno alla maternità e alla paternità a specificare i requisiti per beneficiare del congedo parentale a partire da quest’anno. Innanzitutto, uno dei due genitori che lavorano può beneficiare di un’indennità pari al 30% della retribuzione mensile per un massimo di 9 mesi entro i 12 anni di vita del proprio bambino o della propria bambina (anche adottato o in affido).

Tale indennità può essere ripartita in sei mesi per la madre lavoratrice dipendente (dopo i cinque di “maternità obbligatoria”) che può usufruirne in modo continuativo o frazionato. In alternativa, il padre lavoratore può usufruire del congedo per altrettanti sei mesi che possono diventare sette in caso di astensione dal lavoro per un periodo continuativo.

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Mamma e figlio a passeggio (Mammastyle.it)

Durante il periodo facoltativo e per un periodo massimo di 9 mesi, l’indennità è pari al 30% della retribuzione media giornaliera spettante:

  • per tre mesi alla madre;
  • per altri tre mesi al padre;
  • solo a uno dei due, spettano altri tre mesi.

In altre parole, un solo genitore può beneficiare del 30% della retribuzione del proprio stipendio per un minimo di 6 e un massimo di 9 mesi di congedo. Tale soglia non può essere superata nel corso dei 12 anni di vita del figlio, tranne che in un caso. Il genitore può continuare a beneficiare dello stipendio, nella stessa percentuale di cui sopra, a patto che il proprio reddito individuale sia inferiore di 2,5 volte l’importo del trattamento minimo della pensione a carico dell’assicurazione obbligatoria.

Ma da quest’anno, come accennato, si aggiunge un’ulteriore agevolazione: uno dei due genitori può usufruire per un solo mese, entro sei anni di vita del/la bambino/a, di un’indennità dell’80% della retribuzione (anziché del 30%). L’Inps fa inoltre chiarezza su chi può accedere al congedo parentale potenziato: un lavoratore assunto in un’azienda con un contratto di lavoro subordinato che non ha ancora terminato il congedo di maternità o paternità, a partire dal 1° gennaio 2023. Un piccolo cambiamento che però, chi è genitore lo sa bene, può fare una grande differenza.