Non dovresti mai dire questa frase a tuo figlio quando siete a tavola: fai molta attenzione!

Ci sono delle frasi che ci vengono dette da bambini, mentre siamo a tavola, che tendono a condizionarci per tutta la vita. Ecco di quali stiamo parlando.

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Attenta a ciò che dici ai tuoi figli a tavola, potrebbe essere pericoloso (Foto di Thorsten Frenzel da Pixabay )

Le regole dettate dai genitori sono spesso molto rigide, soprattutto quando siamo bambini e dobbiamo imparare a tenere un certo contegno in occasioni particolari o in un luogo diverso da casa nostra. E molte regole che ci vengono inculcate riguardano il saper stare bene a tavola e comportarsi secondo dei criteri ritenuti giusti dalla figura genitoriale. Capita però che molte frasi che vengono dette, per cercare di istituire un regime appropriato a tavola, possano ‘colpire’ negativamente il bambino. Vediamo insieme quali sono.

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Una frase detta a tuo figlio a tavola potrebbe cambiargli totalmente la vita

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Alcune frasi dette sul cibo, potrebbero portare problemi alimentari in età adulta (Foto di Thorsten Frenzel da Pixabay )

Secondo alcuni studi scientifici e psicologici, molti disturbi alimentari possono avere anche origine dall’infanzia e da ciò che abbiamo detto ai bambini a tavola, quando erano piccoli. Le frasi su cui ci soffermiamo oggi sono:

  • “devi finire tutto”
  • “se non finisci il piatto non avrai il dolce”

Sono frasi che apparentemente non creano problemi, ma che in alcune persone potrebbero creare problemi alimentari in futuro.

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Analizzando la prima notiamo che bisogna necessariamente mangiare tutto ciò che c’è nel piatto. Purtroppo non possiamo prevedere ciò di cui ha bisogno il nostro corpo, né costringerlo a mangiare quando ormai è pieno. Questo potrebbe portare ad esempio al disturbo alimentare della bulimia. L’obbligo di dover mangiare tutto ciò che c’è nel piatto, ma il bisogno di rigettarlo con il vomito indotto.

La seconda frase invece presenta i dolci come un premio. In realtà anche in questo caso dovremmo ascoltare il nostro corpo e dare dolci se ne ha voglia, non darli se non si vogliono. Il cibo in generale non dovrebbe essere pensato come un premio da ottenere solo se si rispettano determinate ‘regole’ imposte da una figura genitoriale più grande di noi.