Quando cambiare la mascherina? Tutto quello che devi assolutamente sapere

Ecco quando cambiare la mascherina: alcuni pratici consigli per usufruirne al meglio seguendo le norme imposte dalla legge

Da più di anno la mascherina, il dispositivo che bisogna indossare in tutti i luoghi all’aperto o al chiuso ad esclusione della propria abitazione, fa parte del nostro vero e proprio vestiario quotidiano. Grazie ad essa possiamo proteggere noi e gli altri dall’eventuale contagio dal Coronavirus che nonostante sembri allentare la presa da qualche settimana, rimane ancora sotto stressa osservazione. In commercio ormai possiamo trovare le più disparate tipologie di mascherine, dalle classiche chirurgiche a quelle FFP1,FFP2 ed FFP3 sino ad arrivare a quelle per la comunità, composte da altro materiale d’uso quotidiano. Per molti però sorge spontanea una domanda: quando bisogna cambiare la mascherina? E’ realmente necessario gettarla ad ogni utilizzo o tutte le mascherine presenti sul mercato possono essere lavate e riutilizzate? Scopriamo insieme tutti i dettagli

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Quando cambiare la mascherina? Rispondiamo a tutte le domande che spesso mandano in confusione

Come appena detto la mascherina è un dispositivo di protezione volto al contenimento dell’emissione di secrezioni respiratorie o di saliva in forma di goccioline che permettono la diffusione del virus stesso. Spesso si pensa che tutte le mascherine possano in realtà essere riutilizzate ma vi è una grande confusione specialmente per quanto riguarda il materiale stesso cui sono composte. Vediamo allora insieme quando cambiare la mascherina e come eventualmente utilizzarle di volta in volta quando è richiesta

quando cambiare mascherina
Le mascherine FFP1,FFP2 ed FFP3 possono essere riutilizzate a patto che vengano cambiati i filtri regolarmente
Foto di Andrea Toxiri da Pixabay

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  • Mascherine chirurgiche: le mascherine chirurgiche sono quelle composte dal TNT ovvero il tessuto non tessuto, generalmente di due o tre strati e realizzate in poliestere o polipropilene e vengono utilizzate di solito da tutti gli operatori sanitari. Questa tipologia di mascherina perde il suo potere protettivo dopo circa 6/8 ore dal primo utilizzo e pertanto vengono considerate monouso e da non riutilizzare. Eppure, bisogna distinguere la durata stessa del loro utilizzo. Se ad esempio è stata utilizzata soltanto per un’ora, questa tipologia di mascherina potrà essere riutilizzata dopo aver accuratamente disinfettato le mani, afferrandola esclusivamente dagli elastici. Nel caso in cui sia stata utilizzata oltre il tempo indicato andrà avvolta in una busta e gettata immediatamente.
  • Mascherine FFP1,FFP2 o FFP3: questa tipologia di mascherine invece appartiene a quei dispositivi forniti di valvola o meno. Nel caso di mancanza di valvola andranno a proteggere chi la indossa, nel secondo sia chi la indossa sia chi si trova all’esterno. Possono essere classificare in NR(non riutilizzabili) o R(riutilizzabili) e generalmente le indicazioni sono riportati sulla confezione d’acquisto. Nel secondo  caso le mascherine vanno gettate immediatamente mentre nel secondo caso possiamo sostituire i filtri oppure lavarle seguendo le modalità di lavaggio riportare sulla confezione.
  • Mascherine in altro tessuto: questa tipologia di mascherina invece è composta da altri materiali reperibili in casa come cotone, tessuti vari e rientrano nell’uso della comunità. Quest’ultime possono essere riutilizzate ogni qualvolta si voglia a patto che vengano disinfettate dopo ogni utilizzo in lavatrice a 60° oppure a mano con acqua molto calda ed un detersivo apposito. Possiamo trovarle in vendita in qualsiasi negozio e risultano efficaci nel filtrare le particelle più grandi, ma non quelle più piccole.