Bambole o soldatini: cosa succede quando il pregiudizio dei genitori non lascia libertà di scelta

Bambole o soldatini: i bambini sono davvero liberi di esprimersi o il pregiudizio dei genitori influisce sulle loro scelte?

Dire ad un bambino di non piangere perché altrimenti sembrerà una ‘femminuccia’. Non lasciare che una bambina giochi a calcio perché non è uno ‘sport per donne’. Possono sembrare frasi banali e dette senza particolare attenzione. Ma per un bambino, che costruisce la sua personalità assorbendo come una spugna ogni singola parola detta da un adulto, hanno un peso enorme. Il modo in cui vi esprimete, vi comportate e agite nei confronti delle persone, determinerà il carattere di vostro figlio. Cercate di essere sempre il miglior esempio che possa seguire!

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Bambole o soldatini: cosa succede quando non si permette ai figli di essere liberi di esprimersi

Un genitore che insinuerà nella mente del figlio l’idea che piangere lo rende meno virile e forte, sta allevando un adulto che sarà incapace di esprimere le sue emozioni. Quando viene imposto ad una bambina che ci sono ‘sport’ che può fare e altri che non può permettersi, si sta istruendo una donna all’inferiorità e imparità di genere. Non esistono attività per maschi o per femmine. Esistono i giochi e basta. E ogni bambino deve sentirsi libero di scegliere cosa lo diverte di più. Se una creatura decide che cucinare è il suo gioco preferito, non deve subire accuse omofobe su un social solo perché secondo una mente limitata è ‘da femmine’. Non è necessario addentrarsi in questioni sessiste, o specificare che la scelta di un gioco non determinerà il suo orientamento sessuale. E’ disarmante l’idea che agli sgoccioli del 2020 ci sia ancora bisogno di specificare cose tanto banali.

Il pregiudizio dei genitori: le scelte di ‘oggi’ che hanno ripercussioni sul futuro dei bambini

Oggi la scelta si basa su quale gioco un figlio deve o non deve fare, su quale hobby si addice alla sua natura genetica. Domani l’attenzione si sposterà su ‘chi’ deve o non deve frequentare, se gli è concesso o meno amare qualcuno. Forse in qualche altro Paese del mondo questo è un discorso ordinario. In un paese democratico che da anni persegue l’emancipazione, combatte le discriminazioni e promuove la libertà di genere, non si può.

Forse la bambina che oggi all’asse da stiro giocattolo preferisce i soldatini, un giorno sarà un’imprenditrice di successo a comando di una grande azienda. Domani il bambino che preferiva bambole e passeggini, potrà essere un amorevole padre di famiglia. Ma se così non fosse, se li avete lasciati comunque liberi di essere chi gli pareva, state certi che ve ne saranno grati. Perché la libertà è un valore a cui tutti aspirano, ma che pochi hanno il coraggio di dare.

Crescere un figlio con la consapevolezza che ‘volere è potere’, che non esiste soddisfazione più grande dell’accettazione di sé stessi, sarà il più grande degli insegnamenti.

 

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