Lo specchio è un nemico? Imparare ad accettarsi è semplice, comincia così

Quanto è importante guardarci allo specchio e accettare quello che vediamo? Oggi parliamo di un fenomeno molto particolare. Continua a leggere per scoprire quali sono i segreti per imparare ad accettarci così come siamo: belle e imperfette

Pancia donna
Corpo femminile (Foto di Bruno/Germany da Pixabay)

In un momento storico in cui la donna è ancora vittima di stereotipi imposti dalla società e in cui dominano lo schermo corpi angelici e linee perfette, uno spiraglio di luce si intravede proprio tra coloro che hanno il coraggio di osare e di stravolgere gli schemi, di guardarsi allo specchio e accettarsi, ma soprattutto di mostrarsi senza filtri, mettendosi a nudo. Ma come facciamo a guardarci allo specchio e imparare ad accettarci per quello che siamo? Il modo giusto c’è. Scopriamolo insieme!

LEGGI ANCHE: Cinquanta sono i nuovi trenta? La ricetta segreta per tornare a splendere

Imparare ad accettarci per quello che siamo

Corpo imperfetto
La perfezione è stagnazione (Gerd Altmann da Pixabay)

Oggi noi di MammaStyle abbiamo deciso di affrontare un tema particolarmente delicato, come l’accettazione del proprio corpo. Tante volte abbiamo sentito parlare di Body Positivity. L’hashtag di tendenza che appare ormai su tutti i social media. Ma che cos’è in realtà? E da dove è nato?

SEGUICI ANCHE SUL NOSTRO CANALE YOUTUBE PER ALTRI CONSIGLI

Il Body positivity è un movimento che nasce da un’idea. Che idea, vi chiederete? Ed io mi sento di rispondere senz’altro così. Un’idea geniale e avanguardista, un’idea coraggiosa, un’idea che urla e si fa sentire: i corpi vanno accettati per quello che sono. Non esistono linee, non esistono colori, non esistono canoni da rispettare, non esistono stereotipi. Perché noi siamo qui, siamo questo, e andiamo bene comunque. Con o senza peli, con o senza grasso, con o senza smagliature, con o senza macchie, con o senza centimetri, con o senza una quarta di seno, una quinta, una sesta.

Il movimento si è sviluppato piano piano e, da una piccola voce, si è fatto spazio per bene. Ha tirato calci e pugni, si è spianato la strada, e per fortuna, sta entrando pian piano a far parte del concetto di “normalità”, anche grazie alla diffusione grandissima che se ne è fatta sui social, grazie al pullulare di fotografie e di hashtag “BodyPositivity”. Perché forse la vera missione dei social è proprio quella di lanciare messaggi di positività, di coalizione e di amore. Qual è, allora la sfida più grande? Quello che dobbiamo fare, insieme, è ispirarci le une con le altre, avere il coraggio di guardarci e accettarci per quello che siamo. Perché solo così potremo veramente migliorarci, perché solo così potremo fare la rivoluzione.