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Curiosità

Sai riconoscere un buon salmone? 3 aspetti da non sottovalutare mai

Pubblicato da
Cesare Orecchio

Come riconoscere un buon salmone e di qualità da uno scarso e di allevamenti intensivi? Eccoti i 3 consigli da ricordare sempre durante l’acquisto

Il salmone è uno dei pesci più consumati dagli italiani poiché delicato, perfetto per una dieta o un’alimentazione sana e controllata e molto apprezzato anche dai bambini. E’ impossibile resistere ad un buon filetto di salmone sulla griglia condito con olio, pepe e succo di limone oppure con una golosa crosta di mandorle o pistacchio. Insomma, il salmone è buono in qualsiasi preparazione, persino crudo! Quanti di noi al ristorante non ordinano una sfiziosa tartare di salmone? Accessibile nel prezzo, tenero e morbidissimo, risulta essere in cucina estremamente versatile ed ormai è acquistabile non solo dal nostro pescivendolo di fiducia ma anche al supermercato, al banco dei prodotti freschi oppure surgelati. Ovviamente un pesce congelato non è di certo sinonimo di scarsa qualità, eppure gli allevamenti di salmone non sono sempre a norma di legge ed esistono dei trucchetti per riconoscere un buon filetto da uno di allevamenti intensivi. Scopriamoli insieme

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Riconoscere un buon salmone è possibile: grazie a questi trucchetti saprai sempre se è di qualità

Il salmone ormai, come già detto, è un pesce alla portata di tutti non solo nel prezzo, ma anche nell’accessibilità, difatti possiamo trovarlo presso tutti i banchi del pesce fresco dei pescivendoli dei mercati, così come in quelli frigo o del congelato dei supermercati. Proprio questi ultimi subiscono diversi controlli prima di essere distribuiti nelle varie catene e devono attestare i vari marchi di qualità e tracciabilità, ma ciò non significa che sia sempre un ottimo prodotto. A differenza di quanto si possa pensare, il salmone affinché sia buono deve essere selvaggio e non significa di certo che faccia i capricci nell’essere pescato. Scopriamo allora insieme le caratteristiche di un ottimo salmone e come riconoscere quello di qualità al banco frigo o del surgelato

Anche la pelle gioca un ruolo fondamentale: se provandola a tirare verrà via facilmente, quello molto probabilmente non sarà un salmone di ottima qualità
Foto di Shutterbug75 da Pixabay

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  • Un buon salmone non ha grasso: nonostante il salmone sia un pesce molto nutriente e dalla carne tenera e polposa, difficilmente tende ad essere grasso perché nuota e si muove costantemente. Proprio per questo è difficile che possa presentare del grasso nella carne. Un buon filetto di salmone non presenterà mai strati di grasso bianco tra una fibra e l’altra ma anzi saranno fitte e sarà difficile notare la differenza tra una e l’altra. Se notate la presenza di questi spazi grassosi tra di loro significa che il pesce quasi certamente è stato allevato in allevamenti intensivi e nutrito di mangimi volti all’ingrassamento.
  • Un buon salmone ha una consistenza turgida: ed ecco una delle prove più rilevanti per constatare se il salmone sia stato allevato in stato selvaggio o in allevamento intensivo. La sua carne sarà turgida, solida, ben compatta e non potrà essere facilmente penetrata. Provate ad affondare un dito nella parte centrale, se troverete la sua consistenza molle ed il dito affonderà completamente con facilità, avrete davanti un filetto di salmone di scarsa qualità. Se invece nonostante pressiate il filetto sentirete una certa resistenza, quello sarà un filetto di salmone presumibilmente di qualità superiore.
  • Un buon salmone ha un colore scuro: quando vi ritrovate davanti un filetto di salmone chiaro, di un arancione sbiadito o di un color pesca pallido, molto probabilmente non sarà di ottima qualità. Affinché il salmone sia gustoso e di un allevamento con mangimi naturali e salutari, la carne dovrà al contrario apparire scura, dalla tonalità accesa e viva, intensa. Non è raro trovare alcune produzioni che vanno a spruzzare del colorante sulla parte superficiale del pesce, motivo per cui basterà rimuovere una piccola porzione dal primo strato per accorgervi dell’eventuale beffa. Se al di sotto del colore più scuro troverete una tonalità molto più chiara, avrete comprato un filetto di scarsa qualità. In conclusione, ma non di certo per importanza, un buon filetto di salmone non sarà mai lucido in superficie bensì quasi opaco. In presenza di uno strato quasi brillante, è molto probabile che quel pesce sia stato alimentato con mangimi grassi e poco salutari.