Vuoi un felice Natale? Alla larga da Facebook per un po’, parola di scienza

Eccoci giunti al giorno più atteso dell’anno, dedicato alla famiglia e agli affetti. Se vuoi trascorrere davvero un felice Natale, hai solo una cosa da fare: stare alla larga da Facebook. Secondo uno studio danese basta una settimana di pausa dal social network più usato per essere più felici e soddisfatti.

Senza Facebook si vive meglio?

Probabilmente anche tu, come molti, questa mattina hai fatto gli auguri ai tuoi contatti di Facebook, il social network che ormai è entrato a tal punto nelle nostre vite da assurgere al ruolo di vera e propria realtà parallela nella quale coltiviamo amicizie, amori e che ci accompagna gran parte della giornata. Se la tua intenzione è quella di trascorrere un felice Natale, però, dovresti evitare di accedere al tuo profilo, spegnere il pc, scollegare lo smartphone e depurarti da Facebook per almeno una settimana. A questa conclusione è arrivato uno studio danese secondo il quale tra i quasi 1,60 miliardi di utenti si nascondono le cause della nostra infelicità.

Lo studio

Già in passato alcune ricerche hanno sostenuto che l’uso di Facebook può avere un effetto negativo sul benessere degli utenti; un ricercatore dell’Università di Copenhagen (Danimarca) ha voluto vederci chiaro e ha condotto uno studio per testare la veridicità di queste conclusioni e capire se il segreto di una vita soddisfacente e, perché no, di un felice Natale possa nascondersi proprio in questo.
I risultati della sua indagine, pubblicati sulla rivista Cyberphysiology, Behaviour and Social Networking, non lasciano adito a dubbi: la piazza virtuale di Facebook non è la strada per la felicità e, specie in periodi ad alto rischio di depressione e isolamento come quello delle festività natalizie, sarebbe preferibile prendersi una pausa.
Lo studio ha esaminato 1905 utenti di nazionalità danese, reclutati su base volontaria tra coloro che ogni giorno trascorrono sul proprio profilo almeno un’ora; l’85% del campione era costituito da donne, con un’età media di 34 anni e circa 350 contatti sul social. Ai partecipanti è stato sottoposto un questionario sia all’inizio dell’esperimento che al termine, allo scopo di indagare il loro rapporto con Facebook, il grado di soddisfazione e le emozioni scatenate dall’esperienza online; le domande hanno in particolare esaminato l’intensità di utilizzo, il livello di invidia scatenata dai post di altri utenti, il rapporto tra uso attivo del mezzo e mera permanenza passiva, caratterizzata da una scarsa interazione e dalla tendenza ad accedere al social solo per “curiosare” sulle altrui bacheche.
I volontari sono poi stati suddivisi in due gruppi: ad uno è stato chiesto di astenersi da ogni attività o accesso a Facebook, mentre all’altro è stato attribuito il ruolo di gruppo di controllo.
Ebbene, al termine della prova, si è visto che chi ha sospeso le attività virtuali ha registrato un significativo aumento della felicità, ovvero del benessere e della soddisfazione, sia dal punto di vista cognitivo che affettivo. L’effetto varia molto in relazione al tipo di utilizzo del mezzo: chi passa abitualmente molto tempo online o utilizza Facebook solo per guardare le vite degli altri e prova per loro una forma più o meno marcata di invidia trae maggior beneficio dalla sospensione. Secondo l’autore dello studio, questo dimostra non solo l’utilità di una pausa, anche breve, dalla continua condivisione, ma anche l’opportunità di modificare il proprio comportamento online, passando da un atteggiamento passivo ad uno più attivo.

Facebook può davvero impedirti un felice Natale?

Lo studio danese non è privo di difetti, primo tra tutti quello legato al metodo di reclutamento dei volontari; coloro che hanno partecipato all’esperimento, infatti, erano consapevoli dello scopo perseguito dal ricercatore ed è possibile che questo abbia influenzato la risposta all’astinenza forzata da Facebook, edulcorando in qualche misura l’esperienza. Inoltre, le conclusioni dello studio si basano su risposte date ad un questionario di autovalutazione; uno strumento che, come noto, sconta limiti intrinseci.
Ciò detto è innegabile che un fondo di verità vi sia: la tendenza tutta moderna a trasferire parte della propria vita nella dimensione virtuale rischia di farci perdere di vista ciò che accade nella realtà. A forza di guardare quel che fanno gli altri (magari invidiandoli un po’) o condividere a ritmo continuo situazioni, sentimenti e avvenimenti, finiamo per non goderci il momento. Insomma, anziché descrivere sul profilo Facebook il nostro felice Natale in presa diretta, vale forse la pena viverlo a fondo con le persone in carne ed ossa che oggi siederanno attorno alla nostra tavola.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Inizia a scrivere il termine ricerca qua sopra e premi invio per iniziare la ricerca. Premi ESC per annullare.

Torna in alto