Visita a Dachau

dachauUn saluto da Monaco… Giornata con nebbiolina, acqua e grigio… Il grigio inizia di mattina presto quando da sola andrò in visita a Dachau. Ho angoscia e temo quello che mi spetta. Il cancello si apre e con una audioguida visito per due ore il campo. Le celle di isolamento, la baracca ricostruita, il blocco centrale che ospita una mostra permanente con foto e ricordi, il viale, il filo spinato, i tre altari in fondo al campo e il convento costruito dai carmelitani per espiare tanta colpa e dolore. Poi i forni crematori e la camera a gas forse mai usata o forse sì, non si sa.

Perché fare una visita a Dachau?

A Dachau si appoggiavano ad una struttura esterna per ammazzare in massa i prigionieri. Alla fine ho bisogno di respirare aria pulita e fuori i miei bimbi mi corrono incontro per abbracciarmi. Questa è aria pulita! Non sono però tanto turbata. Non mi sento sconvolta. Ma c’è una spiegazione.

Quanti documentari avevo già visto sui campi di concentramento? Scheletri ammonticchiati, vestiti e scarpe che formano montagne, e poi? Vedi ogni giorno teste tagliate da estremisti, bimbi venduti per traffico pedofilo, di organi, donne barbaramente uccise, la cella di Mandela che forse era ancora più piccola di quelle del bunker… E la tristezza è pensare che ero al liceo quando uomini onesti giacevano in questi spazi di tortura fisica e mentale… Ecco perché non riesco a sentirmi sconvolta… Sono abituata alla violenza, alla crudeltà… Sono solo svuotata perché mi sento impotente in quanto a 70 anni di distanza la tortura, l’ingiustizia, la fame, la guerra, l’odio esistono ancora come nel 1200 esistevano strumenti di tortura visti anche a Rottemburg e che ti fanno rabbrividire.

Allora? Giusto non dimenticare mai ma il problema è che Dachau sta nei nostri telegiornali ogni giorno, nelle nostre città, forse al piano di sotto o in qualche stato ad ovest o est… E noi? Continuiamo ad andare avanti, a riflettere due secondi e correre dietro qualcosa che forse non riusciremo mai a prendere. Una preghiera per tutti coloro che hanno o stanno o soffriranno a causa dell’uomo.

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