Viaggi, Valigie, Vacanze e… bagaglio a mano

kambakuValigie finite, viaggio organizzato, vacanze alle porte… Finalmente! Tutto bello? Sì se non fosse per il solito piccolo inconveniente: il bagaglio a mano… no, non quello che pensate voi, intendo quello che ti dà la mano quando ne ha voglia o che ti fa urlare in mezzo alla folla: non correre! Attento!!!

Mi riferisco a quel bagaglio a mano che al posto delle rotelle ha due piedini, spesso maleodoranti e sudaticci, con scarpe perennemente sporche anche se appena indossate perché, come insegna Peppa Pig, dove c’è fango bisogna saltarci dentro. Oppure, come insegna lo sport nazionale d’eccellenza, almeno per i maschietti, se vedi un sasso, una bottiglia, qualsiasi cosa non ben definita per terra, tanto vale dare un calcio e iniziare una partitella.

Il peso del bagaglio a mano dovrebbe aggirarsi sugli otto chili ma vi assicuro che i miei due “pacchi” anche se magrolini, pesano una tonnellata. Il problema è che all’imbarco nessuno ti dice nulla, nessuno contesta mentre se ho una borsa che appare un po’ troppo gonfia, subito me la pesano e magari mi obbligano a imbarcarla separatamente. Perché, mi chiedo? Non è una grande ingiustizia questa???

Lasciatemi la mia valigia con buoni libri da leggere e prendetevi il resto. Inoltre, a volte il bagaglio imbarcato va pure perso… che non sia la mia giornata fortunata?!

Ma chi me li ruba due cinguettanti bimbi che ad ogni minuto hanno qualcosa da chiedere: ho fame, ho sete, ho sonno, sono stanco, mi porti in braccio, voglio una macchinina, dove andiamo? Quando partiamo? Quanto manca? Mi scappa la cacca…

E una volta arrivati a destinazione, il bagaglio in questione si mostra ancora più ingombrante che all’andata perché tutto ruota attorno ad esso. Se fossimo andati in Mozambico e in Sudafrica solo io e Marco avremmo scelto con più parsimonia e ci saremmo dati al fai da te dove si poteva. Invece, ora dall’hotel, all’autista, al tour programmato tutto segue un piano prestabilito e quindi più oneroso perché non vorrai mica essere accusato di aver fatto un incidentino e offerto carne fresca a due poveri leoni? Sai le critiche che riceveresti in Italia? E i due leoni? Ti verrebbero a cercare perché ancora affamati avendo mangiato solo ossa, vista la stazza dei due marmocchi.

Comunque se non ci fossero questi due piccoli rompi la vacanza sarebbe sicuramente bella ma alla fine mancherebbe qualcosa: gli sguardi sgranati di fronte all’aereo grande che si prenderà per il viaggio, la meraviglia sui loro visi vedendo che c’è una piccola televisione per vedere film o ascoltare musica o giocare. Speriamo solo che non mi chiedano ancora di aprire il finestrino durante il volo perché hanno caldo!

Vederli in questa grande città dove tutto sarà diverso per loro: la gente, le case, la lingua… vabbé che dopo sei giorni a Maputo credo che il 50% della popolazione conoscerà l’italiano visto le loro lingue chilometriche! Non mi stupirei neppure se organizzassero dei fuochi d’artificio dopo la nostra partenza dalla capitale del Mozambico.

E poi le strade del Sudafrica, lungo il River Canyon che è il terzo al mondo per grandezza, quei panorami senza confini, l’arrivo al parco del Kruger… Quante urla di meraviglia e sorpresa, quanta gioia…

In fondo le vacanze per noi mamme sono anche quelle di poter vedere i nostri figli felici e condividere con loro momenti diversi dalla solita routine dei compiti, della scuola o delle varie attività invernali.

Peccato ovviamente che per tutti i bambini del mondo la vita non sia sempre così facile e in discesa. Tutti i bimbi del mondo avrebbero diritto ad avere un’infanzia da sogno e purtroppo non è così. Questo me lo aspetto anche nei luoghi che andremo a vedere e da una parte, se non posso cambiare la situazione, posso comunque sfruttare il viaggio anche per infondere ai miei figli il rispetto per le cose, per il cibo, per i vestiti, per un pallone da calcio… perché non tutti i bambini possono aprire il frigorifero e prendere la brioscina desiderata o il succo alla pera.

Noi genitori possiamo solo essere presenti sempre e insegnare dove sta il bene e il male. Questo però ritengo che sia già tanto, anzi, la valigia più importante che dobbiamo riempire con i nostri figli, giorno dopo giorno, senza dimenticare oltre agli obblighi e ai doveri anche i sogni e la poesia.

Ci rivediamo a settembre anche se usciranno degli articoli programmati. Buone vacanze o buon ritorno a tutti e continuate a leggere mammastyle!

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