Verbo essere e verbo avere: Trucchetti per evitare errori

avereessereQuante volte siamo in difficoltà di fronte ai due verbi fondamentali della lingua italiana e cioè il verbo essere e avere? Sono verbi importanti perché oltre ad avere un loro significato, sono detti ausiliari e servono a formare TUTTI i tempi composti delle tre coniugazioni ARE, ERE, IRE.

Però, i nostri bimbi fanno fatica a capire quando ci vuole l’H davanti alla A, O AI, ANNO. Sicuramente bisogna metterla se sono verbi ma anno è anche un nome comune come ai, a sono preposizioni e o è una congiunzione disgiuntiva. Per evitare i classici errori, fai imparare questa semplice regola:

1) ato, ito, uto, l’h sempre avuto ( ho, hai, ha, hanno )
Per esempio:

  • ho chiacchierato,hai chiacchieratoha chiacchierato, hanno chiacchierato (prima coniugazione);
  • ho sentito, hai sentito, ha sentito, hanno sentito (seconda coniugazione),
  • ho bevuto, hai bevuto, ha bevuto, hanno bevuto (terza coniugazione).

2) Con il verbo avere, ci sono altri trucchetti da imparare per non sbagliare. Se alla ho, hai, ha, hanno si possono sostituire altri verbi come possedere, sentire, provare, allora si deve mettere l’H.

  • Io ho (possiedo) una cartella gialla.
  • Tu hai (senti) caldo.
  • Egli ha (prova) tanta tristezza.

Con il verbo essere segui questa regola:

1) ato, ito, utol’accento  sempre avuto, (la è con l’accento).

Per esempio: è affamatoè sparitoè temuto.

2) Altra regola facile e quella di chiedersi se la “e”  lega o spiega qualcosa. In tal caso sarà una congiunzione come nelle frasi:

  • Maria e Marta vanno a scuola.
  • Oggi volevo fare una cosa e cioè uscire per andare a correre.

3) La è verbo, risponde sempre alla domanda com’è, qual è, cos’èdov’è.

  • Il mio maglione è  (com’è) è rosso.                                                     
  • La mia auto preferita è (qual è) è la Cinquecento.
  • Il carro maggiore è (cos’è) è  una costellazione.
  • Il latte è (dov’è) è nel frigo.

Ma se tutto questo non dovesse bastare, parlate come farebbe un indiano e cioè in indianese. Basta mettere il verbo all’infinito e vedere se ha un senso la frase, allora vuol dire che ci vuole l’H o l’accento sulla E.

Per esempio:

  1. Giacomo ha una palla.
  2. Giacomo avere una palla.

La frase ha un senso compiuto e quindi vuol dire che si tratta del verbo avere con relativa H.

  1. Maria è felice.
  2. Maria essere felice.

La frase ha senso e quindi si tratta del verbo essere e sulla e ci vuole l’accento.

  1. Giacomo va a scuola.
  2. Giacomo va avere la scuola.

Non ha senso! L’H non ci vuole perché non è un verbo.

  1. Maria e Marta vanno a scuola.
  2. Maria essere Marta vanno a scuola.

Non si tratta di verbo essere e quindi nessun accento.

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