I bambini e l’umorismo, come incoraggiarlo

bimbo-rideRidere fa bene ad ogni età ed è un’azione che anche i più piccoli iniziano a compiere illuminandoci la giornata. Ma cosa li fa scoppiare in una risata e cosa trovano divertente? Difficile dare una risposta univoca, sia perché ad ogni età corrisponde un diverso sense of humor sia perché, ovviamente, ogni bambino è a sé e non tutti rispondono ugualmente agli stessi stimoli. Cerchiamo comunque di fare un po’ di ordine, scoprire qual è il rapporto tra i nostri figli e il senso dell’umorismo e come è possibile incoraggiare l’umorismo bambini?

Umorismo bambini: Cosa li fa ridere?

I piccolissimi non sanno cosa sia il sense of humor, ma già capiscono quando la mamma è felice e quando invece è triste e quella che vediamo disegnarsi sul loro volto quando facciamo le facce buffe o quando spernacchiamo nel tentativo di divertirli, è una reazione al nostro essere contente; alcuni reagiscono invece genuinamente agli stimoli fisici, come il solletico. Basta però arrivare ai nove mesi, perché i bambini capiscano che quando un adulto fa le smorfie, si mette la scodellina della pappa in testa o scompare e riappare all’improvviso, sta accadendo qualcosa di strano e di molto divertente; a colpirli ed entusiasmarli (le loro espressioni dicono tutto) è soprattutto l’effetto sorpresa.

Col passare degli anni l’umorismo bambini, man mano che si sviluppano le competenze linguistiche, non sarà più solo il cosiddetto umorismo fisico a farli ridere e anche le parole saranno in grado di provocare risate incontenibili: una rima astrusa, una parola strana o senza senso e il divertimento è assicurato. Non di rado, più che loro stessi, vogliono divertire noi.
Quando entrano nella cosiddetta età scolare, i bambini iniziano a sviluppare più compiutamente il loro personalissimo umorismo, spesso basato sull’esagerazione della realtà e su azioni grossolane, che gli appaiono buffe e fuori dalla normalità. Tutto ciò che è “strano” e “oltre” la norma, è in grado di farli letteralmente sbellicare, anche se a noi sembra persino un po’ imbarazzante e ridicolo più che divertente. Basta dare un’occhiata ai cartoni animati o ai libri dedicati a questa età, per capire che il massimo del divertimento arriva dalla classica botta in testa, dalla camminata particolare o dal riferimento alle funzioni corporali. Qualcuno si spinge oltre ed inizia a sviluppare un sottile sarcasmo che non mancherà di usare anche con noi.

Umorismo bambini: Come incentivarlo?

Non è davvero mai troppo presto per incentivare la nascita e lo sviluppo di un sano senso dell’umorismo nei nostri bambini e per cominciare basta giocare, lasciarsi andare a smorfie, versetti e tanti, ma tanti sorrisi ed incrementare le occasioni in cui a ridere è l’intera famiglia. Dobbiamo essere per loro un esempio, come facciamo per cose più “serie”, come la lettura, la scrittura o la buona educazione; proviamo magari a trovare un aspetto divertente in ogni cosa, anche in quelle che normalmente affronteremmo con un’arrabbiatura, come il caffè bruciato al mattino, il vaso urtato che va in mille pezzi. Anche la lettura di un libro o la visione di un film possono essere l’occasione giusta e non è necessario che si tratti di un racconto umoristico (anche se in commercio ne esistono molti, appositamente pensati per i bambini), perché basta una battuta a commento di una frase appena letta o sentita per rendere tutto un gioco.

Per far sì che si sentano liberi di esprimersi, è poi importante non intervenire troppo spesso quando sono loro a trovare il divertente delle situazioni. È vero che talvolta le loro affermazioni possono sembrarci inopportune, ridicole o addirittura fonte di imbarazzo se siamo in mezzo agli altri, ma è bene sempre considerare che sono bambini e ancora non hanno la visione del mondo di un adulto; non sanno che esistono argomenti sui quali si può scherzare liberamente, mentre altri sono considerati inadatti. Sgridarli, tacitarli con uno sguardo arrabbiato o, peggio ancora, punirli ha il solo effetto di reprimerli e, in alcuni casi, scatenare una reazione contraria a quella voluta dando il via ad una sorta di guerra a suon di battutine sconvenienti. Meglio allora adottare un approccio più soft e spiegare perché quella particolare frase, non è divertente e non doveva essere esternata; soprattutto è importante, ancora una volta, dare il buon esempio ed evitare, noi per primi, di ridere quando qualcuno (bimbo o adulto) adotta un linguaggio scurrile, fa battute di dubbio gusto o inopportune.

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