Terrore notturno: cos’è e come affrontarlo

notte-fondaArriva all’improvviso e turba la notte di tutta la famiglia, non è un semplice incubo e non si sa mai come affrontarlo davvero: è il terrore notturno, un disturbo tipico dell’età infantile. I bambini che ne soffrono si svegliano in piena notte, in preda ad una forte agitazione; sudano, sono pallidi e respirano affannosamente, mentre il cuore batte all’impazzata; talvolta sale addirittura la febbre. Una situazione non facile, che però si può gestire seguendo questi consigli e prendendo qualche piccola precauzione.

Terrore notturno, non incubo

Il terrore notturno è solo apparentemente simile all’incubo; mentre quando si fa un brutto sogno ci si sveglia, si ricorda almeno parzialmente quanto “visto” durante il sonno e dopo un primo momento di smarrimento ci si calma naturalmente, con il terrore notturno la cosa si fa più complicata. Chi ne soffre si sveglia parzialmente in una delle fasi intermedie del sonno (tecnicamente si parla della terza e quarta fase non REM) ed è preda di un terrore incontrollato e apparentemente senza motivo; si agita molto, piange, urla e sembra totalmente inconsolabile; spesso è tanto agitato da non riconoscere la sua stanza o le persone che lo circondano.

In alcuni casi, a queste manifestazioni si somma il sonnambulismo, quindi il bambino scende dal letto e gira per casa urlando e piangendo e tutti gli abbracci e le parole di conforto del mondo non riescono in alcun modo a consolarlo. Al mattino, gli unici a ricordare quanto successo sono i genitori, mentre nel bambino non rimane alcuna traccia dell’episodio o dei motivi che lo hanno causato.

Qualche dato in più

Il terrore notturno può colpire adulti e bambini, ma è più frequente nell’infanzia, specie tra i due e i dieci anni di età. Non è pericoloso e si risolve da solo quando si tratta di manifestazioni occasionali o circoscritte nel tempo.

Cosa fare

Quando gli episodi non sono prolungati, si manifestano per una settimana o poco più e, soprattutto, non mettono mai in pericolo l’incolumità del bambino (che quindi non soffre anche di episodi di sonnambulismo), si può mitigare il problema seguendo questi consigli:

– in primo luogo, cercate di eliminare tutte le fonti di pericolo; chiudete bene le porte, bloccatele se necessario, e limitate l’accesso alle scale, verso le quali potrebbe dirigersi il bambino durante il terrore notturno;

– date al bambino dei ritmi regolari di sonno e veglia e limitate l’assunzione di bevande dal potere eccitante, come le bibite che contengono caffeina;

– durante l’episodio, non cercate di svegliare il bambino, perché rischiate di ottenere l’effetto opposto a quello voluto facendolo agitare ancora di più. Potete però svegliarlo preventivamente: il terrore notturno si manifesta ad orari costanti, di solito dopo un paio di ore da quando il bambino si è addormentato; provate a svegliare dolcemente il piccolo circa un quarto d’ora prima dell’orario fatidico, così da interrompere il ciclo del sonno ed evitare l’insorgere del terrore notturno.

Se il disagio perdura, è necessario rivolgersi al medico e, eventualmente, dare inizio ad una terapia farmacologica.

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