Storie per bambini e basta: let books be books

rosabluLet toys be toys e let books be books sono i titoli di due campagne promosse in Inghilterra per combattere l’idea ormai consolidata che esistano giochi “da maschio” e giochi “da femmina” così come libri per bambini e per bambine. Se fate caso, in libreria troverete degli scaffali che pullulano di rosa perché contengono tutti libri per bimbe e di conseguenza le copertine richiamano il colore rosa. Le storie sono sempre più o meno le stesse: principesse, ballerine, fate, o in caso, come fare collane, braccialetti, bambole, cucinare con la mamma. Su altri scaffali libri che brillano di blu/azzurro e le copertine sono tappezzate da macchinine, mezzi di trasporto, treni, alianti, costruzioni, giochi robotici.

Ma chi lo ha detto che i bambini sentano come noi adulti queste due categorie così separate? Perché fin da piccoli devono essere in qualche modo plasmati e forgiati secondo il loro sesso? I giochi e i libri non dovrebbero avere colori o al contrario, dovrebbero contenere e offrire tutti i colori senza una prevalenza di rosa e di azzurro.

Del resto, per chi ha dimestichezza con i bambini veri sa bene che giochi e figure non sono maschio o femmina: sono per chi li maneggia, li scopre, li osserva, li usa. Forse sarebbe utile che questo sguardo aperto per natura non venisse incanalato, imbrigliato, domato nemmeno dalla televisione e dai cartoni animati. Solitamente non è così.

Bob Aggiustatutto è un signore come il Pompiere Sam mentre poi abbiamo una topolina che guarda caso è ballerina…

Meditiamo editori, meditiamo genitori…

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