Scuola e cattivi comportamenti: come difendersi?

2014-09-10 09.09.26Il periodo di adattamento alla scuola dei grandi

Quando nostro figlio inizia la scuola primaria noi mamme siamo un po’ emozionate perché indubbiamente un capitolo si è chiuso alle nostre spalle ed un altro si sta aprendo: siamo in ansia perché non sappiamo ancora come si adatterà il piccolo studente alla scuola, quella vera, se si troverà bene con i compagni e se vivrà serenamente il nuovo ambiente.

Tutte queste novità sicuramente fanno sì che il bambino cambi e potrebbe iniziare ad assumere atteggiamenti maldestri, magari un po’ prepotenti. Anche i piccoli “angeli” possono cambiare e venire ripresi dalle insegnanti con note e punizioni. Cerchiamo di capire cosa sta sotto a questi grandi cambiamenti di comportamento.

Il bambino che picchia

Se avete un bimbo che non ha mai dato botte agli altri bambini e ora inizia a dare morsi o graffiare gli altri, non dovete lasciarvi prendere dal panico. Vostro figlio sa che non deve farlo e se ora lo fa è solo per un bisogno di sentirsi parte di un gruppo, dove altri lo fanno e quindi lui non vuole essere escluso. Si potrebbe definire un bisogno di appartenenza.

In tal caso possiamo parlargli e fargli capire che ci si può far rispettare e accettare anche in altri modi e che ognuno fa delle scelte. Si può scegliere di imporsi con la cattiveria e l’antipatia, la legge del più prepotente o al contrario con un atteggiamento di amico che sicuramente dà maggiori frutti perché quelli che picchiano alla fine non hanno amici ma solo persone che li temono.

Nuovo ambiente, nuovo vocabolario

Scoprire che anche nostro figlio inizia ad usare certe parole od espressioni non è certo bello. Si spera che a scuola il bambino possa aumentare le proprie conoscenze in modo positivo e quando, invece, ci accorgiamo che non è tutto rosa e fiori, rimaniamo deluse. Inoltre, il confronto con le insegnanti e la nuova realtà, ci toglie il ruolo privilegiato che avevamo prima: la mamma, il punto di riferimento predominante. Certo, lo saremo ancora e per diversi anni ma intanto inizia quel sano distacco, quell’accorgersi che anche noi siamo “umane” e non principesse.

Per il linguaggio e le espressioni non felici si dovrebbero stabilire delle regole precise: parole vietate e parole permesse. Pretendere che rimangano immuni dal contagio sociale e una speranza priva di fondamento perché anche i nostri figli fanno parte della società che cambia usi e costumi costantemente. L’importante è che si stabiliscano dei limiti, facendo qualche piccola concessione.

Riprendere di continuo il bambino può essere stancante per noi mamme e per il piccolo una mancanza di fiducia in tutto quello che fa o dice perché ogni pochi minuti viene subito ripreso.

Come gestire le cattive influenze?

Anche se a volte ci piacerebbe poter rinchiudere sotto una campana di vetro i nostri piccoli per proteggerli dal mondo che c’è fuori, sappiamo bene che ciò non sarebbe possibile né giusto. Però in qualche modo si può intervenire per dare dei limiti alle influenze negative esterne. Per contrastare certi atteggiamenti il genitore deve riuscire a dare al piccolo altri modelli comportamentali facendogli capire che esistono modi più gentili e non violenti che riescono a fornire più sicurezza. Non solo comportandosi male si riesce a dominare l’altro ma anche facendo esattamente il contrario. Si può avere la stima e il rispetto e la vera amicizia dei propri compagni invece del loro timore di fronte alle botte.

Tutto ciò deve essere fatto lasciano al piccolo anche la libertà e la responsabilità di poter scegliere che strada seguire. Se si pretende di guidarlo troppo si rischia di renderlo insicuro per il tempo che verrà e inoltre di mentirci e tenere nascoste tante cose che sa noi non approveremmo. Quindi dobbiamo essere delle guide per lui e non dei giudici.

Quindi è del tutto normale rimanere impressionati e preoccupati di fronte a certi comportamenti che nostro figlio porterà a casa da scuola ma accanto ad essi ci saranno anche nuovi amici che al contrario lo aiuteranno a crescere in modo positivo e quindi non si deve essere pessimisti al 100%. Dovrete sempre rimanere attente e accanto a vostro figlio, ora parlandogli, ora consigliandolo, ora osservandolo e vedrete che la vostra presenza e il vostro esempio positivo lo aiuteranno a crescere e a scegliere la retta via.

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