Relazioni più semplici per i bimbi che giocano fuori casa

relazioniChe sia al parco, ai giardini o nel cortile di casa, permettere ai bambini di alzarsi dal divano e giocare all’aperto è importantissimo e non solo per la loro salute fisica. Una nuova ricerca canadese sottolinea la rilevanza di queste esperienze quotidiane anche sul piano delle relazioni con i coetanei; scopriamo perché.

Movimento e salute

L’Agenzia nazionale canadese di statistica ha redatto e pubblicato un rapporto che mette a confronto il tempo trascorso all’aperto, dedicato all’attività fisica, la sedentarietà, gli indicatori di benessere psicofisico e la capacità di instaurare relazioni, che riguardano i ragazzi tra i 7 e i 14 anni. Come già sappiamo, abbandonare gli stili di vita sedentaria in favore di una vita più attiva è importante per restare in buona salute a qualsiasi età, anche in quella infantile. Le linee guida canadesi, ad esempio, suggeriscono almeno un’ora di attività motoria di media intensità ogni giorno nella fascia d’età che va dai 5 ai 17 anni. Non sembra poi molto, ma in quei soli 60 minuti di moto all’aperto si nasconde davvero il segreto della salute: ad essi il rapporto associa in media 7 minuti di attività fisica intensa, più di 750 passi e almeno 13 minuti in meno trascorsi sul divano.
Purtroppo queste buone indicazioni non sono sempre seguite e, anzi, secondo i dati raccolti, solo il 9% dei bambini ha uno stile di vita corretto.

Aria aperta e relazioni

Uno dei dati più interessanti del rapporto, riguarda lo stretto legame esistente tra il tempo di gioco trascorso all’aria aperta e la difficoltà di avere relazioni equilibrate con i coetanei. Secondo quanto riportato, si può affermare che i bambini che hanno trascorso un maggior numero di ore giocando fuori casa hanno meno problemi e riescono ad instaurare relazioni tra pari potendo godere di un migliore equilibrio psico-sociale ed essendo meno inclini ad episodi di aggressività.
Mark Tremblay, che guida il team di ricerca dell’Ospedale dei Bambini dell’Ontario, a tale proposito ha sottolineato quanto sia sbagliato tenere i bambini sotto la proverbiale campana di vetro, nel timore che l’esterno rappresenti null’altro che un insieme di insidie e pericoli. Innanzitutto il contatto con la natura è importante per la costruzione di un fisico sano e più resistente: restare perennemente coccolati in ambienti chiusi e protetti, non permette ai bambini di imparare a reagire correttamente agli stimoli del freddo, all’umidità della pioggia o al caldo estivo. Non solo, ma per quanto riguarda più specificatamente il campo delle relazioni, interagire con il mondo esterno permette di imparare a confrontarsi con gli altri a partire dalle persone più prossime, come i vicini di casa, gli abitanti del quartiere e i compagni di gioco. Senza contare che, come abbiamo ahinoi scoperto parlando di tappeti elastici, la casa e le fonti di divertimento che essa contiene non sono affatto sinonimo di sicurezza.

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