Profumo di mamma

2013-11-02 16.02.47Sono giorni un po’ particolari per me e questa volta non parlo in qualità di madre ma… di figlia. La mia vita è in una fase di passaggio, un po’ come gli alberi in autunno che cambiano le loro foglie. Prima dal verde si passa al giallo, rosso, marroncino e poi cadono. Ecco, ora sono una foglia che muta il proprio colore. Mio padre a breve si trasferirà in una casa nuova, qui vicino a dove abito io. La decisione è stata presa perché mia madre, Giannina, è morta nel marzo 2012, ricordo ancora il dolce profumo di mamma. I miei abitavano in una casa troppo grande per due, figuriamoci per mio padre rimasto ormai solo.
Io e mia sorella ci siamo sposate e ovviamente trasferite. Se mia mamma non fosse andata via, sicuramente avrebbero continuato a vivere lì, anche perché quella casa è stata la loro unica casa da quando sono rientrati dall’Africa, 42 anni fa.

Così, sono sempre di corsa, tra i lavori nella casa nuova e il trasloco ormai imminente. Mia madre quando aveva più o meno i miei anni e cioè una quarantina, amava lavorare a maglia. Ha fatto maglioni, magliette in lana o cotone stupendi, ricordo che rimaneva sempre il profumo di mamma sopra. Alcuni anche con ricami colorati o perline cucite sopra. Ora i tempi son cambiati e siamo più pratici. Andiamo nei grandi centri commerciali e compriamo capi più moderni, fatti a macchina, colorati e facili da lavare in lavatrice.

Aprendo gli armadi, pieni di oggetti di un’intera vita, questi maglioni saltano fuori con i loro colori, i ricordi di un passato dolce e non recuperabile.

Ecco il fiore che mi aveva ricamato con l’aiuto della vicina di casa! 

Già, un tempo le persone si parlavano e comunicavano molto di più rispetto ad oggi. Ricordo interi pomeriggi fatti di chiacchiere tra vicine mentre noi bimbi giocavamo e le mamme si raccontavano i loro problemi, le loro ansie, piccoli pettegolezzi tra una tazzina di caffè e lavori a maglia e di cucito.

E adesso? Cosa ne facciamo di questi 40 e oltre capi senza prezzo? Darli ad associazioni non me la sento. Abbiamo dato tutto, e diamo continuamente, ma questi capi hanno un valore affettivo che non potranno mai avere i vestiti, le felpe comprate negli ipermercati. Sono stati fatti da mia madre, sono un ricordo troppo prezioso, hanno ancora il profumo di mamma.

Ci penso e ripenso, una settimana di domande…. Poi decido. Una parte la tengo e la indosserò, anche se magari non lo avrei fatto se lei fosse ancora qui, preferendo, come tutti, i gusti della moda attuale, “il pronto a portare e da gettare…”

Una parte la regalerò alle mie amiche, quelle che considero sorelle, che anche loro purtroppo hanno condiviso la perdita di qualcuno di caro o che comunque hanno quella sensibilità che le farà gioire nel ricevere il mio dono, capendo cosa ci sta dietro…

Infine, una parte la chiuderò in scatoloni con prodotti antitarme e li lascerò lì, per i miei figli e i miei nipoti e per i pronipoti e tutti coloro che verranno. Saranno un’eredità di famiglia, forse anche di valore quando al mondo non ci sarà quasi più nessuno capace di fare qualcosa solo con le mani.

Ma in mezzo a tutte queste considerazioni, improvvisamente sento un odore, avvicino il maglione al mio naso e annuso. Questo è il profumo di mia madre! Sì, è incredibile ma sembra che sia qui, accanto a me, con il suo odore/profumo. Non posso fare altro che stringere il maglione, ispirare profondamente e baciare il tessuto come se potessi ridargli la vita che un tempo ha contenuto.

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