Primo giorno di vacanza: riflessioni al posto di flessioni

student3A volte basta una sillaba in più o in meno per fare la differenza. In questo caso Riflessioni per flessioni. Oggi sono a casa. Domani dovrò andare per fare gli scrutini e poi sarò impegnata fino a fine giugno, alla scadenza del contratto da precaria come sono. Così, avrei dovuto nel periodo di vacanza a mettermi sotto per fare quelle cose che ho sempre rimandato causa scuola, lavoro, figli:

  • ordine negli armadi;
  • ordine nella scarpiera,
  • ripulire la libreria;
  • sistemare le foto;
  • buttare tutto ciò che di inutile si è accumulato.

Invece, da quando sono rientrata a casa, dopo aver portato i bimbi al campus, ho navigato in internet, guardato siti di altre mamme, scritto qualche mail…

Oggi va così. Un giorno di pausa rientra nel mio stile di mamma/donna. I letti sono sfatti, i vestiti buttati un po’ qui e un po’ là, scartoffie sulla scrivania e la certezza che mio marito stasera non tornerà perché è a Londra… così non dovrò subirmi la paternale: cosa ci fa un libro qui? Una tazza là? Perché giri scalza?

Nella student2pigrizia generale, volevo trascrivere uno dei biglietti che ho ricevuto ieri a scuola, dai miei alunni. Questi sono gli unici bonus per un’insegnante che magari la riforma renziana getterà nella spazzatura ma che anche quest’anno è riuscita a trovare soddisfazione e riconoscimenti nel suo lavoro che sicuramente, se fatto con responsabilità, è uno dei più stressanti non per energia fisica ma perché hai a che fare con ragazzi che hanno bisogno di te e tu non puoi tirarti indietro MAI.

La lettera che ho letto il primo giorno di vacanza

Ecco di seguito le righe scritte da un ragazzo che già con una bocciatura alle spalle, rischiava l’anno con voti insufficienti in quasi tutte le materie ma che collaborando con lui, prendendolo “per le orecchie”, con una famiglia che capisce che l’insegnante non è brutto e cattivo e non ce l’ha con il proprio piccolino….

Ciao Prof,

mi mancherai.

Mi mancherai perché hai avuto pazienza con me.

Perché hai saputo aspettare,

perché mi hai aiutato,

perché hai creduto in me.

E perché mi sei diventata simpatica.

GRAZIE PROF

Lorenzo

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