Primo anno: come cambia il tuo bambino

neonata-fioccoIl primo anno del tuo bambino è ricco di cambiamenti e passi importanti; come ogni mamma, anche tu non vedi l’ora di guardarlo gattonare, di interagire con lui e di goderti la sua costante crescita. Ma cosa devi aspettarti? Ecco tutti i piccoli traguardi che raggiungerà lasciandoti a bocca aperta.

Ecco tutti i traguardi che nel primo anno di vita il tuo bimbo raggiungerà

Smile!

I neonati sembrano spesso una fabbrica di lacrime: piangono perché hanno fame, perché hanno sonno, per chiamarti e, talvolta, per altri mille motivi che nemmeno tu riesci a comprendere. Le prime settimane possono essere molto stressanti per un genitore; forse ti sei anche chiesta se sei tu a sbagliare qualcosa. Niente paura: il pianto è spesso solo un mezzo, l’unico a sua disposizione, per comunicare con te. Tutto cambia attorno ai due mesi, quando ti guarderà e ti sorriderà. Proprio così, il tuo bambino, udendo il suono della tua voce o vedendoti, si produrrà in un dolcissimo sorriso che ti farà sciogliere e, questa la cosa migliore, non sarà un caso. Attorno ai quattro mesi inoltre, potrai sentire la sua coinvolgente risata: preparati a fare le facce più buffe che puoi, a “nasconderti” e riapparire magicamente e a tutti quei piccoli gesti che lo faranno divertire. Non potrai più farne a meno.

A tutta nanna

Se sei stanchissima e non ne puoi più di alzarti in piena notte e cullarlo all’infinito, tieni duro: tutto questo sta per finire ancor prima del suo primo anno di età. La maggior parte dei cuccioli d’uomo conquista il grande traguardo di dormire tutta la notte tra i quattro e i sei mesi. Attenta però: a quel punto corri il serio rischio di passare le tue ore di riposo incantata a guardarlo mentre giace beato.

Toro seduto

I bambini sono buffissimi nei loro primi mesi di vita e sembrano muoversi in un ambiente privo di gravità, con ampi, goffi e lenti movimenti. Una delle cose più tenere che fanno è quella di agitare braccia e gambe nel vano tentativo di muoversi mentre si trovano a pancia in giù, posizione ottima per la loro sicurezza, ma probabilmente non comoda. Il livello successivo viene raggiunto attorno ai cinque mesi di età: ti accorgerai che il tuo piccolo riesce a stare seduto, anche se con un piccolo aiuto (un sostegno posteriore, ad esempio). Tra i sette e i nove mesi riuscirà addirittura a sedersi e restare in questa posizione.

Gatton gattoni

Probabilmente non vedi l’ora che tuo figlio inizi a gattonare: per tutte le mamme è un grande momento, indice di buona salute e vitalità. Accadrà probabilmente attorno all’ottavo mese e, da quel momento, potrai dire addio alla tranquillità: inseguire il piccolo fuggiasco in giro per casa sarà una delle tue principali attività. Faticoso, ma tanto divertente!

Ciao mondo!

Quando avrà festeggiato i nove mesi, il tuo nanerottolo ti stupirà con un nuovo effetto speciale: ad un tratto lo vedrai rispondere ad un saluto agitando la manina. Dai a questo progresso il giusto peso; non è solo un momento da immortalare in un video, ma il segnale che sta sviluppando la capacità di associare i suoni ai gesti e al loro significato.

Self service

Quella dell’allattamento è una fase così importante che il Ministero della Salute la promuove ogni anno con campagne dedicate, ma è destinata a finire e ad essere sostituita da aeroplanini di pappa e “ciuf ciuf” (tipico suono del treno in corsa, direzione bocca), almeno fino a quando il pupo non riesce a fare da sé. Anche se non esiste una tempistica precisa, ognuna deve regolarsi in base alla situazione e in accordo col medico, i bambini sono in genere pronti a nutrirsi da soli tra gli otto mesi e il primo anno di età. A questo punto, non solo diventano curiosi, ma acquistano un migliore controllo sulle mani, riuscendo (più o meno) a portare alla bocca il cibo. In questa fase, il livello di allerta genitoriale deve essere massimo: la voglia di “assaggiare” non è purtroppo limitata a ciò che è commestibile e il piccolo esploratore può mettersi in bocca di tutto.

Scalata al mondo

Se un bambino che gattona è un simpatico stress, la sua trasformazione a bipede potrebbe essere piacevolmente traumatica. Se aspetti con ansia i suoi primi passi, sappi che il primo step è la capacità di alzasi in piedi appoggiandosi ai supporti a disposizione (divano, sedie, mobili vari). In questa fase, il piccolo inizia ad esplorare il mondo e si prepara a conquistarlo. Il miracolo della natura, la vera pietra miliare, ovvero il suo primo e incertissimo passo, potrai gustartelo poco dopo (tra l’ottavo e il tredicesimo mese).

“Mamma!”

Dulcis in fundo, attorno ai dodici mesi, tuo figlio si produrrà in uno storpiato e tenerissimo “Mamma!”, che uscirà dalle sue labbra all’improvviso e ti farà capitolare. Da questo momento sarai in suo potere e tutti i buoni propositi sull’essere una mamma retta e severa per il suo bene tracolleranno.

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