Il pianto del bambino disperato: Cosa fare?

pianoIl pianto isterico del bambino disperato è una condizione che si può verificare in seguito all’insoddisfazione di una richiesta negata e quindi ad un capriccio, ad uno spavento, oppure ad una caduta più o meno brusca e il bimbo così inizia a piangere disperatamente arrivando addirittura a perdere momentaneamente il fiato.

Pallore in viso, colorito bluastro, labbra tendenti al viola, occhi voltati all’indietro, irrigidimento dei muscoli, perdita di  coscienza per qualche frazione di secondo e sempre in questo breve lasso di tempo, ritorna tutto alla normalità, ma lo spavento dei genitori resta eccome, tanto è vero che ci si chiede il perché di quanto accaduto e come prevenire eventuali attacchi in futuro.

La medicina come interpreta il pianto di un bambino disperato?

In campo medico, il pianto del bambino disperato viene definito come apnee affettive o spasmi affettivi caratterizzati da episodi in cui il piccolo, in seguito ad una condizione di rabbia eccessiva e pianto sfrenato va in apnea (l’ossigeno non riesce ad arrivare al cervello), diventando quasi cianotico, fino a perdere i sensi per pochi secondi, ma senza provocare gravi conseguenze per la salute del bimbo poiché non si tratta di una patologia.

In alcuni casi, in seguito ad uno spavento, può capitare che perda il fiato diventando pallido, ma dopo qualche istante, riprende a respirare in modo autonomo. Gli spasmi affettivi tendono a comparire tra i 6-9 mesi e dai 4-5 anni di vita e sono associati sempre ad una crisi di pianto isterico e prolungato oppure in determinate situazioni di disagio, pertanto presentandosi durante episodi sporadici, sono un ulteriore conferma che non devono destare preoccupazione e far pensare ad una malattia in atto.

Si tratta invece, di una reazione di tipo emotivo-psicologico che ha turbato il bimbo. Cosa può turbare un bambino al punto di condurlo allo svenimento? La risposta al quesito è molto semplice. Basta anche un severo rimprovero, un “no” che non soddisfi una richiesta da parte del bambino, che sentendosi contrariato e indifeso, lo porta a reagire in maniera spropositata, al fine di ottenere la massima attenzione da parte dei suoi genitori e in particolare della mamma, sempre pronta ad accudirlo e a rincuorarlo. E’ normale che la mamma, di fronte a tali manifestazioni, sia in preda ad un forte spavento, tuttavia, in casi del genere, occorre sempre mantenere la calma, cercando di non agitarsi più del dovuto, perché il bimbo deve capire che non è con il pianto disperato che cattura l’attenzione dei genitori, altrimenti continuerà a farlo di nuovo, sfruttando all’occorrenza la situazione per ottenere qualcosa.

Terminata la crisi isterica, invece, abbracciate il vostro bimbo per rassicurarlo che non è successo nulla, standogli vicino in modo da tranquillizzarlo pian piano e poi riprendete le normali attività cose se non fosse successo nulla. Comunque sia, potete richiedere l’aiuto del pediatra che saprà consigliarvi in queste situazioni e se lo spavento è stato tanto e avete qualche dubbio che qualcosa non vada bene, il pediatra stesso potrà decidere di prescrivere un elettroencefalogramma al vostro piccolo, in modo da sciogliere ogni dubbio.

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