I padri di oggi

09settembreSicuramente la famiglia dei giorni nostri è molto diversa rispetto a quella di un secolo fa. Basti pensare al fatto che un tempo c’era un padre e una madre mentre oggi, non di rado, si trovano famiglie monoparentali ossia con un solo genitore perché la coppia si è divisa. Viceversa, possono esserci anche famiglie in cui i genitori non sono quelli biologici o magari entrano in gioco più figure educatrici in quanto il padre si è risposato e ma madre ha un compagno.

Genitori ed educatori devono essere capaci ad esercitare compiti e ruoli vigilanza, servizio e sostegno differenti rispetto ad altre epoche. La figura del padre è quella che forse ha subito maggiori cambiamenti ed ora è oggetto di numerosi studi ed inchieste da parte dei mezzi di comunicazione. Uno studio condotto qualche anno fa dall’European Psychoanalitic and Psycodynamic Association svolta su un campione di bambini europei dai sei ai dodici anni di età e sui loro genitori, posizionava all’ultimo posto in graduatoria i padri italiani per quanto riguarda il tempo trascorso a giocare con i propri figli: solo 15 minuti al giorno contro i 25 degli olandesi o i 30 dei norvegesi.

Probabilmente ora la situazione è cambiata in meglio per il fatto che sempre più donne lavorano e questo ha comportato una più equa distribuzione del tempo in famiglia con una suddivisione dei compiti domestici. Inoltre è nata una consapevolezza dell’importanza che ha il padre all’interno della famiglia e nella crescita dei figli. Studi psicologici hanno messo a fuoco quei settori dello sviluppo dei figli in cui il ruolo paterno ha maggiore incidenza.

I padri che sanno svolgere compiti di accudimento hanno un’influenza positiva sullo sviluppo delle competenze cognitive dei figli, i quali ottengono risultati migliori a scuola e nei test di intelligenza. Anche lo sviluppo emozionale e sociale dei figli risente della presenza paterna. Padri che si impegnano nell’attività di gioco serene e stimolanti hanno figli che riescono ad interagir meglio con i coetanei. Esiste anche uno stretto rapporto tra ruolo paterno e sviluppo morale dei figli. Il padre è quello delegato a sanzionare condotte inopportune e stimolare comportamenti corretti.

Forse negli ultimi decenni questo ruolo è andato scomparendo tant’è che sembra che i giovani di oggi siano alla ricerca di una figura paterna più autorevole, da cui ricevere sicurezza e prenderla come un punto di riferimento anche per scontrarsi. Le differenze tra le generazioni sembrano scomparse: i padri sono più amici che padri dei loro figli e a volte ne imitano i comportamenti. Forse sarebbe meglio che si recuperasse un po’ dell’autorevolezza perduta affinché ci siano modelli validi da offrire alle future generazioni per un sano percorso di crescita.

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