Metodi antibullismo a scuola: i genitori come protagonisti

scuolaAl fine di liberare le scuole dal fenomeno del bullismo è necessaria una stretta collaborazione e unità di intenti tra insegnanti, dirigente scolastico, genitori e alunni. I genitori sono forse quelli più stimolati a intensificare un programma antibullo nelle scuole, se non altro per assicurare un ambiente sano ai propri figli. Quindi, sarebbe un passo iniziale, concordare con la scuola un documento a tutti gli effetti “ufficiale” e cioè “Una dichiarazione d’intenti dei genitori” che ogni genitore dovrebbe firmare, sempre se lo voglia. Quindi, la famiglia in prima persona si impegna a perseguire l’obiettivo di combattere dall’interno il fenomeno.

Se vostro figlio porta a casa del materiale o deve fare dei compiti relativi a questo problema, dovreste parlarne insieme e non solo, una volta svolto il compito, metterne via una copia per conservarla e ripescarla ogni tanto dai cassetti per ricordare quello che si è appreso, rinforzando così determinati principi nei ragazzi.

I genitori che hanno sottoscritto la Dichiarazione dovrebbero dedicare del tempo anche alla scuola per sorvegliare i ragazzi là dove sono meno gestibili dal corpo insegnante come campi da gioco esterni alla scuola, luoghi di ritrovo come parcheggi o parchi comunali. Questo tipo di sorveglianza dovrebbe essere svolto da persone preparate anche ad intervenire se la situazione richiedesse un intervento specifico e quindi dovrebbero essere attivati dalla comunità locale dei corsi di informazione e formazione.

Incoraggiare l’istituto scolastico ad aprire sul sito una casella di posta dove poter segnalare fenomeni di antibullismo che alcuni ragazzi potrebbero aver subito o visto. Inoltre ogni genitore dovrebbe far capire al proprio figlio che nel caso divenisse lui stesso un protagonista di atteggiamenti di bullismo, voi seguireste alla lettera le norme previste dal regolamento scolastico senza prendere un atteggiamento “difensivo” e cercando delle scusanti per il figlio.

Io personalmente lascio nelle mie classi una scatola dove ogni studente può mettere in forma anonima dei fogli con diverse segnalazioni come semplici pensieri, disagi, difficoltà o altro.

La scuola potrebbe far sì che gli intervalli fossero scaglionati a seconda delle fasce di età: i piccoli con i più piccoli e i grandi con i grandi. In alternativa, rendere meno possibili gli incontri tra grandi e piccoli o fare in modo da intensificare il controllo mediante personale anche esterno e magari volontario.

Incoraggiare la scuola ad acquistare giochi interessanti perché è dimostrato che è più facile ridurre il rischio di fenomeni di bullismo in un ambiente stimolante.

La scuola dovrebbe cercare di organizzare corsi per insegnanti, educatori, genitori, personale non docente e anche studenti per informare e investire in un percorso anti-bullismo. Acquistare libri, video, chiedere incontri con psicologi e counselor. Al giorno d’oggi i counselor sono sempre più coinvolti nell’insegnamento. Non di rado fanno anche lezioni sul bullismo all’interno delle singole classi.

In qualità di genitori, chiedete alla scuola di eliminare i graffiti più offensivi che si trovano sui muri.

Chiedete che sia attivato un servizio di accoglienza a favore dei nuovi arrivati. Potreste voi stessi mettervi a disposizione per favorire il programma. Sarebbe comunque preferibile che fossero gli stessi studenti più grandi ad accompagnare i nuovi arrivati.

Ricordatevi sempre che la scuola può fare molto ma a patto che tutti i genitori si mettano di buona volontà a cooperare con le istituzioni e con una partecipazione attiva alle varie attività proposte e proporne a propria volta.

 

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