Media e tecnologia: nuovo studio delle conseguenze sui minori

mediaNoi e i nostri figli siamo ormai immersi a tempo pieno nella tecnologia e, alla luce di questo, la scienza ha cercato in più occasioni di verificare i danni e i vantaggi che questa situazione può creare per i più piccoli, alle prese sempre più precocemente con i nuovi media. Ora un nuovo studio analizza gli effetti sui bambini da 0 a 5 anni.

I bambini e i nuovi media

I bambini, già ben prima dei 2 anni di età, sono letteralmente immersi nella tecnologia ed hanno accesso ai nuovi media, con i quali hanno una dimestichezza immediata, quasi naturale; non per niente si parla, per le nuove generazioni, di nativi digitali. Molti studi hanno cercato di capire se questo surplus di tecnologia possa essere per loro un vantaggio, se possa danneggiarli o finisca per essere ininfluente per il loro apprendimento e per il corretto sviluppo. Una nuova ricerca, pubblicata sulla rivista Pediatrics, ha cercato di verificare l’impatto dei media sui più piccoli, da 0 a 5 anni, in un’età cioè particolarmente importante per il loro sviluppo cerebrale.

L’apprendimento di neonati e bambini

Per quanto riguarda i bambini fino ai 2 anni di età, secondo i ricercatori è da escludere che essi possano apprendere utilizzando i nuovi media e i device tecnologici. Lo scarso sviluppo della memoria, delle strutture simboliche e delle competenze sociali ed emotive fa da argine: l’esperienza digitale non viene compiutamente trasferita nella realtà.
Alcuni test, in verità, hanno dimostrato che a partire dai 2 anni i bambini possono imparare nuove parole e acquisire conoscenze anche utilizzando applicazioni dedicate, guardando appositi video o utilizzando una videochat; in tutti gli esperimenti, però, sono state utilizzate applicazioni non in commercio, appositamente progettate per l’età dei piccoli utenti ed in grado di evolvere insieme a loro.
Da 0 a 2 anni, insomma, una prova definitiva dell’utilità dei media non c’è e resta fondamentale l’intervento dei genitori o di adulti di riferimento.

Attenzione al prodotto scelto

Anche per i bambini in età prescolare, l’utilità dei media è tutta da confermare. Il problema riguarda il fatto che le applicazioni e i prodotti multimediali normalmente in commercio, non sono adatti o, nella migliore delle ipotesi, non riescono a tenere il passo con la loro capacità di apprendimento; quello che i genitori possono acquistare negli app store è un prodotto che si basa, in genere, su un programma prestabilito sviluppato da esperti di grafica e informatica senza alcun apporto di specialisti per l’infanzia.
Anche i libri multimediali non sembrano essere uno strumento ottimale: la presenza di musiche e di animazioni interattive, finisce per distrarre il bambino, che non riesce così ad assimilare il contenuto.
In questa età restano fondamentali, inoltre, il contatto con i coetanei e l’interazione con gli altri: solo attraverso il gioco non digitale e le piccole esperienze quotidiane i bambini possono imparare a controllare i loro impulsi, a gestire le emozioni e a sviluppare un autonomo pensiero creativo.

I rischi per la salute

Secondo lo studio, un uso eccessivo dei media in età infantile, può causare un aumento dell’Indice di Massa Corporea (BMI) e porre le basi per un aumento di peso capace di sfociare in obesità per molti anni a seguire. Studi recenti hanno in effetti confermato questo dato e, anzi, hanno affermato che per i bambini di 2 anni, è sufficiente trascorrere un’ora a settimana davanti ai media per subirne le conseguenze. Ciò dipende, oltre che dallo scarso dispendio energetico che questa attività comporta, dalla esposizione a spot pubblicitari aggressivi rivolti proprio ai minori e reclamizzanti cibi ricchi di grassi e zuccheri.
Non solo, l’esposizione mediatica incide anche sulla qualità e la durata del sonno, limitate dalle eccessive sollecitazioni visive ed auditive, specie se si concentrano nelle ore serali.

A rischio il rapporto genitori – figli

Infine, i ricercatori lanciano un allarme: accendere la televisione, il tablet o il pc, può mettere a rischio il legame genitori – figli. Sembra infatti che la presenza dello schermo acceso ci spinga a interagire molto meno con i bambini: loro sono presi dalla visione e noi, senza rifletterci troppo, li consideriamo al sicuro e magari approfittiamo del momento di pace per terminare un lavoro o concederci una lettura. In realtà, ad un consumo eccessivo di televisione e nuove tecnologie sono spesso legati disturbi comportamentali e, non a caso, sono proprio i cosiddetti bambini difficili a trascorrere più tempo davanti alla tv. La nostra presenza e l’interazione con i nostri figli non dovrebbe mai venir meno in quanto, come accennato, essenziale strumento di mediazione tra ciò che esce dallo schermo e il bambino.

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