Mamme resistete tra poco riaprono le scuole

2014-09-10 09.09.26Mamme resistete! Tra poco riaprono le scuole. Non è un motto carbonaro, un inno di guerra né un grido di battaglia… si tratta solo di far fronte a quella sorta di malessere che ti coglie la mattina appena apri gli occhi: e oggi come faccio?

I motivi di una leggera depressione, stanchezza, voglia di nascondersi sotto le coperte ci sono e quindi non sentiamoci esseri spregevoli solo perché abbiamo scongelato una pizza per cena e non preparato un piatto a base di proteine e verdura. I piccoli mostri, i nostri adorati pargoletti, resisteranno. C’è qualcuno che sostiene che gli uomini sono come gli scarafaggi: resistono a tutto e se lo fanno gli adulti perché i bambini non possono riuscirci?

Ecco perché le mamme sono felici quando riaprono le scuole

Via i sensi di colpa inutili e pensiamo più a noi stesse. 

  • Per le donne lavoratrici a tempo pieno non è certo una gioia tornare al lavoro in quanto bisogna alzarsi, truccarsi, sorridere a persone che in realtà non si sopporta, andare a pranzo per sentire le solite chiacchiere mentre si pensa a quello che potrebbe succedere a casa in quel preciso istante… Avrà fatto i compiti? Si sarà ricordato di spegnere la lavatrice? Starà guardando film sconci alla televisione? Però, in fondo un vantaggio c’è. Tu sei fuori casa e non puoi sentirti in colpa se non passi il tuo tempo con il pargolo: il lavoro è un sacrificio e non certo un piacere…
  • Ma noi altre madri che siamo a casa a volte la vediamo in modo diverso: magari fossi al lavoro… invece sono qui a dover gridare come un’aquila per convincerlo a fare i compiti, sentire i continui litigi tra i fratelli o sorelle, pensare a cucinare, fare la spesa mentre ci sono delle terribili pesti che ti succhiano letteralmente il sangue…
  • Poi c’è la donna che lavora part time e forse questa è la condizione più brutta in assoluto! Dopo aver vinto la repulsione di uscire di casa per affrontare il mondo, deve trovare anche la forza per varcare nuovamente la stessa porta e affrontare l’inferno che l’attende: mamma! Sai chi mi ha picchiato? No, è stato lui! NOOOOO, lui…. E tu con le scarpe ancora ai piedi non riesci neppure ad entrare completamente in casa.

 

Allora come sopravvivere?

Tornare indietro non si può. Cerchiamo di vedere il bicchiere mezzo pieno.

  • I figli cresceranno (che bello, e noi invecchieremo);
  • se ne andranno di casa (ma non lo saprò perché oggi si mette su famiglia tardi e con la crisi i giovani lasciano il nido a 40 anni quando probabilmente saremo andati prima noi);
  • ci sono situazioni più tristi e quindi devo essere contenta di quello che ho (già… ma sapere che c’è gente che sta peggio di me mi rende ancora più triste).

 

Come fare allora?

Risposta A: andare da una brava psicoterapeuta.

Risposta B: andare a fare shopping e ancora shopping.

Risposta C: diventare un’alcolista per poi partecipare al gruppo di ascolto degli ex alcolisti anonimi (così almeno qualcuno mi ascolterà).

Risposta D: perdere la memoria e non tornare più a casa.

 

Cosa scegliere?

Io scelgo la risposta filosofica: servo ergo esisto. Lo so, la risposta corretta era: sono ergo esisto ma possiamo anche riadattarla. Se io sono quasi una serva o poco più perché servo, vuol dire che faccio delle cose utili per qualcuno che altrimenti non avrebbe bisogno dei miei servigi e quindi vuol dire che la mia vita serve a qualcosa o a qualcuno indi per cui è utile. Ma se è utile vuol dire che la mia esistenza è importante e che il mondo senza di me avrebbe qualche difficoltà ad andare avanti. Quindi, a ben vedere sto ricoprendo una funzione pubblica socialmente utile… quasi come un’autorità politica, quasi come un presidente non dico di uno Stato ma almeno di una piccola impresa a conduzione familiare dove io sono il capo…. Da serva sono stata promossa a capo… in poco meno di un paragrafo.

Ora smetto, non vorrei di questo passo ritrovarmi alla casa Bianca… Sono troppo stanca… ma alla fine anche questo giorno volge al termine e mancano meno di tre settimane alla riapertura delle scuole!

Resistete mamme, resistete!

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