“Mamma senza paracadute” di Lidia Castellani

Film, soap e libri ci hanno raccontato più e più volte della maternità, ma nessuno è riuscito nell’impresa di scalfire la superficie e dare un taglio davvero realistico di cosa voglia dire diventare mamma oggi.

Lidia Castellani, invece, nel suo “Mamma senza paracadute” ha superato brillantemente la prova, scrivendo un libro sui cambiamenti di una donna oggi, di fronte a una gravidanza inaspettata.

Non stiamo parlando della storia di un’adolescente che rimane incinta dopo un rapporto occasionale: la protagonista del racconto della Castellani è una donna adulta e vaccinata, con un compagno fisso e un lavoro, una casa in città e tante cose in programma, forse anche un figlio, ma non nell’immediato.

Una donna che, senza cercarlo, si ritrova un bambino nel suo grembo: un piccolo che le chiede di interrompere la sua routine di donna in carriera e di prendersi una pausa dalla frenesia di oggi, cogliendo l’occasione per riflettere un po’ su tutto.

E così la protagonista si ritrova a dover ripensare alle sue priorità, al senso della vita e alle sue (che in fin dei conti sono anche le nostre) abitudini: sbalzata dalla convulsa routine quotidiana all’ovattata ambientazione domestica, tutto viene passato sotto una nuova lente d’ingrandimento e tutto inesorabilmente ne esce revisionato, assumendo infine un aspetto nuovo e sorprendente agli occhi della futura mamma.

Ma, attenzione, non sarà facile: il percorso che la protagonista si trova a vivere sarà lungo, a tratti doloroso, e passo dopo passo solleverà veli e strati su cosa sia veramente la vita, la società, delineando l’inutilità di molte cose e l’essenzialità di altre. Motore della trasformazione, di questa nuova realtà che non si aspettava di scoprire è quella gravidanza “a sorpresa” che la protagonista fa fatica ad accettare sul piano psicologico.

Un libro sincero e autentico su cosa voglia dire affrontare la sfida di essere mamma oggi, non solo per le (immancabili) difficoltà sul mondo del lavoro e le carenze dell’assistenza sociale, ma soprattutto a livello mentale per la solitudine e l’isolamento dei primi mesi, la rivoluzione dei ritmi e delle priorità, il mettersi in secondo piano, il dovere rinunciare alla movida e sacrificare relazioni sociali…

Un libro che, nella sua verità e sincerità, non si nasconde dietro un dito per raccontare che la maternità, oltre a fiocchi rosa e azzurri, culle piene di pizzi e nastrini, è qualcos’altro: è un cambiamento viscerale, una lotta interiore che ogni donna si trova ad affrontare e che porta ognuna ad accettare la nuova identità, condizione indispensabile per poter svolgere a dovere il delicato compito di madre.

Consiglio senz’altro di leggere questo libro che, uscendo dagli schemi della pubblicità e del marketing di una maternità vissuta fra un sorriso e un trillino, propone una visione realistica e non stereotipata della gravidanza, ben lontana dalla solita formuletta del neonato pacifico e della mamma rilassata: per le future mamme, un assaggio di quello a cui vanno incontro, per quelle in  che si trovano a vivere i momenti di difficoltà, un termine di paragone con cui misurarsi.

Per chi ha superato i primi mesi di vita del proprio bambino, un modo per guardarsi indietro e rivivere quei momenti e apprezzare ancora di più il ruolo di madre.

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