Mamma Coraggio

coraggioTempo fa ho letto la storia di una donna che vive nel Quebec. Mi ha colpita perché oltre ad essere una donna è anche una mamma come noi tutte. Questa giovane madre ha dovuto affrontare una prova tremenda: il cancro e questo quando era incinta di 29 settimane. Leggendo come ha combattuto la malattia mi sono sentita proprio piccolina quando magari mi sento un po’ a terra per qualcosa che non è andata secondo le mie aspettative. Questa mamma, chiamata Coraggio, è di grande insegnamento per tutti, non solo donne o mamme.

L’INIZIO…

Come ogni mercoledì mattina mamma Coraggio si reca al corso pre-parto perché è incinta di 29 settimane. Unica variante è che da qualche giorno ha una tosse molto forte ma il medico le ha detto che si tratta di un virus comune e le ha prescritto riposo e bere tanto.

Suo marito è un gran lavoratore e totalmente devoto alla sua famiglia che sta aumentando. Mamma Coraggio è alla sua seconda gravidanza. Infatti due anni prima ha dato alla luce una bellissima bimba.

Le sue giornate sono abbastanza impegnative perché il marito ha degli orari di lavoro pesanti e quindi solo lei può occuparsi della piccola che tra l’altro è molto vivace. Invece di migliorare, la sua salute peggiora e dopo qualche giorno decide di tornare a farsi visitare perché teme di poter avere una polmonite.

UNA DIAGNOSI INASPETTATA

Con grande sorpresa, questa volta si sente dire che ha una leucemia acuta. Non ci crede! Solo una settimana prima la ginecologa, guardando le analisi del sangue le aveva detto che tutto andava a meraviglia e che i valori erano normali. La sua vita cambia nel giro di pochi istanti: da un semplice virus ora sembra una malata terminale. Come è possibile? Ma ci sarà stato qualche errore… Non può essere vero. Tutto sembra crollare intorno alla donna.

Il suo istinto materno e razionale le fa immediatamente pensare a tutte quelle cose che dovrà fare nel giro di poco tempo, quello che le rimane. Avvisare la ginecologa, trovare una sistemazione per la sua piccola… Dopo, arrivano tutte le domande: trasmetterò la malattia a mio figlio? Nascerà normale? Se sarò costretta a rimanere in ospedale, mia figlia dovrà rimanere lontana da me… Riuscirò a sopportare le cure? Perderò tutti i capelli?

Coraggio è una madre che non ha nessun controllo sulla propria vita.

IL PARTO

A 32 settimane le viene indotto il parto e dà alla luce un bel maschietto, robusto e sano. Il bimbo prende peso e dimostra di stare talmente in salute che può tornare subito a casa assieme alla sua mamma che finalmente può tirare un sospiro di sollievo.

Dopo il parto la mamma non può più stare con il suo bimbo perché la chemioterapia potrebbe nuocere al neonato. Per tre settimane non può vedere il bimbo e può solo parlare al telefono con la sua bambina. Solo il marito può andare a trovarla ma se vuole abbracciarla deve indossare dei guanti, un camice e una cuffia perché potrebbe attaccarle dei virus che sarebbero mortali per le sue difese indebolite. ma madre Coraggio sostiene tutto con grande energia e senza perdersi d’animo: vuole affrontare ogni cosa con lo spirito giusto perché il suo unico scopo è quello di poter un giorno uscire da quelle mura e rivedere la sua famiglia. I trattamenti di chemioterapia dureranno due anni.

Un anno è passato e questa donna che non fumava, che teneva alla propria salute ma che un giorno si è ritrovata a combattere contro il cancro, è forte, va avanti con tenacia senza lasciarsi andare mai. Ora le resta ancora un anno per sentire pronunciare finalmente la parola: dimissioni!

Quando a una donna le viene diagnosticato un cancro, tutto si concentra per cercare di combattere la malattia. ogni impegno che non sia compatibile con le cure viene rimandato, non si devono fare le cose solo per far piacere agli altri ma se sono utili alla guarigione. Si possono fare le attività di prima ma a patto che non contrastino con la cura. Mamma Coraggio, invece, fino al momento del parto ha dovuto aspettare a prendersi cura di sé perché la priorità è stata data al nascituro. Questa donna aveva due battaglie da combattere ma ne poteva combattere solo una alla volta.

Mamma Coraggio ha messo da parte il suo orgoglio dovendo delegare tutto agli altri: la cura della casa, dei figli. Non poteva andare in bagno da sola se non accompagnata, doveva farsi lavare, vestire… Ma il dolore più grande è stato sicuramente quello di dover dire di no alla sua piccola di due anni che le chiedeva di leggerle una storia perché lei non riusciva a farcela.

Per fortuna l’amore che questa famiglia ha saputo comunque trasmettere ai bambini è stato talmente grande che è bastato per farli crescere felici e senza vuoti affettivi. Questa malattia ha insegnato a tutti loro, mamma, papà e bimbi, che nella vita nulla è certo e vivono le loro giornate con tanta gioia, come se fossero speciali mentre la maggior parte di noi vive la propria vita come una routine, lamentandosi se magari piove o per altre piccole sciocchezze.

Le prospettive di guarigione sono eccellenti e questo è meraviglioso ma il regalo ancora più grande che madre Coraggio ha ricevuto è quello che a poco a poco riesce di nuovo a cucinare, leggere i libri ai suoi bimbi, fare una passeggiata, abbracciare la sua famiglia.

Questa mamma che ha vissuto una terribile malattia dalla quale è riuscita ad uscirne, deve essere di esempio a tutte noi.

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