Litigi tra fratelli: un problema molto comune

fratellititigiConflitto fittizio o tappa obbligata?

Non esiste tra fratelli un rapporto privo di conflittualità. I sentimenti sono ambivalenti: ostilità, invidia, piacere, affetto. Il confronto è inevitabile: mentre si è alleati si è nemici. D’altra parte il litigio è palestra di vita, opportunità di crescita, una sorta di gioco per il bambino, per provarsi, per provare l’altro e per mettere alla prova i genitori.
La presenza di fratelli in famiglia incide sostanzialmente sul tipo, sulla qualità e sull’intensità del futuro “scambio sociale”. L’importante è fare in modo che la situazione non degeneri in violenza.

L’assetto familiare e il rapporto con i fratelli

I fratelli lottano in particolare per occupare un ruolo privilegiato nel sistema familiare, per la spartizione di un bene comune che è quello dei genitori. In una famiglia con più fratelli la rivalità è presente soprattutto tra il bambino più piccolo e quello più vicino a lui per l’età. Quando invece il distacco è di 4 anni o più, la competizione tende a ridursi in quanto le loro esigenze ed attività sono diverse.

I segnali di gelosia

Nel rapporto tra fratelli la gelosia si genera sin dalla nascita del fratellino: il piccolo si sente abbandonato e “sostituito” dal nuovo arrivato e deve imparare a condividere quelle attenzioni che prima erano concentrate soltanto su di lui. La gelosia si può esprimere con diversi segni: innanzitutto la regressione a una situazione precedente per garantirsi di nuovo coccole, affetto e protezione; poi l’isolamento, l’aggressività, l’eccessiva dipendenza e la manifestazione di atteggiamenti ostili o comportamenti distruttivi. Un bambino geloso prova paura ed insicurezza: per tale ragione deve essere visto come un bambino che attraversa un momento difficile della sua vita piuttosto che come un bambino che si comporta male o è diventato cattivo e dispettoso. Una punizione, inoltre, rafforzerebbe la sua idea di non essere amato, mentre l’espressione di affetto nei suoi confronti non può che rinforzare la sua autostima.

Consigli per i genitori

Innanzitutto i genitori devono essere consapevoli del fatto che i litigi tra i figli sono inevitabili e il loro comportamento deve essere adeguato per non produrre futuri danni caratteriali. Ecco alcune indicazioni pratiche: lasciare che i figli si confrontino, esprimendo sentimenti di gelosia e di rabbia, permettendo loro di gestire autonomamente, senza nostre interferenze, i momenti di tensione. La mediazione degli adulti si renderà necessaria solo per evitare che le liti degenerino in vere e proprie risse, con pugni, schiaffi e parole offensive. Saranno comunque da evitare favoritismi e confronti di qualsiasi genere.

Stabilire regole ben precise e il “prezzo” da pagare tassativamente nel caso di mancato rispetto (per esempio divieto di guardare la televisione, giocare, uscire, usare il computer). Evitare punizioni fisiche e incoraggiare i figli
a risolvere da soli le proprie divergenze. Se il litigio scaturisce da un conflitto importante è opportuno sollecitare la discussione concedendo a ogni bambino un certo tempo, senza essere disturbato, per esprimere le proprie ragioni e cercare di trovare una soluzione piuttosto che un colpevole. I genitori per primi dovrebbero dare l’esempio di saper affrontare i problemi quotidiani attraverso il dialogo, dando il buon esempio.
Spesso la noia è causa di litigi e si può prevenire organizzando attività per la famiglia nel tempo libero (passeggiate in bici, piscina, lezioni di ballo, palestra, visita a monumenti, pic-nic, gite).

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