Litigi in famiglia: dimenticare non serve e fa male

Sotto le feste i litigi in famiglia sono quasi una tradizione e spesso colorano le lunghe riunioni davanti alla tavola imbandita, complice il fatto di trovarsi a tu per tu con persone che il resto dell’anno si vedono di rado. Il ritrovarsi tutti in una stanza può far esplodere la bomba, ma attenzione: far finta di niente non è salutare; per la scienza rimuginare è meglio.

Litigi: meglio non dimenticare

Dopo una discussione accesa o uno di quei litigi durante i quali volano parole grosse e dopo i quali ci si lascia tesi ed amareggiati, l’istinto talvolta ci spinge a dimenticare. Specie se l’alterco ha coinvolto persone che non siamo costretti a vedere spesso, sembra più semplice e utile far finta di niente, lasciare che i litigi finiscano nel dimenticatoio e vivere sereni finché il destino non ci costringerà a fare nuovamente i conti con il problema. Sbagliato! L’Università di Exeter (UK) dà ragione a chi sui litigi rimugina e rimugina invece che passare subito oltre e afferma che nascondere “sotto il tappeto” discordie e dissapori non è sano, rischia di accrescere l’astio e, soprattutto, può portare alla depressione.

Rimuginare sì, ma nel modo giusto

Il Professor Watkins, tra gli autori della ricerca inglese, coinvolgendo in un trial di sei settimane alcuni soggetti affetti da depressione clinica, ha rilevato miglioramenti tangibili e significativi nel benessere psichico di coloro che hanno imparato ad affrontare le discussioni in modo costruttivo, rivivendole in dettaglio nella propria mente.
Rimuginare, ovviamente, non deve essere un modo per darsi ragione e chiudersi nel rancore verso l’altro, ma al contrario può diventare uno strumento per rivedere con occhio critico le situazioni, le emozioni e, magari, individuare le cause delle liti, i veri nodi irrisolti e le loro conseguenze, anche emotive, evitando così di interiorizzare un malessere che può trascinarci sempre più a fondo, fino alla depressione.
Chi non si nasconde e rielabora quanto accaduto, impara a gestire le proprie emozioni, è più “resistente” e con ogni probabilità sarà in grado di evitare ulteriori litigi e vivere più serenamente anche un periodo altamente stressante come quello delle festività natalizie.
Lo stesso metodo, consigliano gli studiosi, può essere efficacemente applicato da chi deve affrontare un fallimento, ad esempio un brutto voto a scuola: la cosa peggiore da fare è lasciare che le emozioni negative prendano il sopravvento e sorvolare; ripercorrere mentalmente la prova sbagliata può invece aiutare a individuare i punti deboli, risolvere i nodi più problematici e porre le basi per un futuro successo.

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