L’importanza del gioco per lo sviluppo emotivo e cognitivo del bambino

bambino_costruzioniIl gioco, per ogni bambino, è un’abitudine davvero molto importante. Tutti noi, quando abbiamo bisogno di rilassarci e passare del tempo libero, scegliamo quelle attività che più ci divertono. Così è per ogni bimbo che sceglie con cosa giocare e in modo inconsapevole, riesce a superare alcune sue paure, ansie e preoccupazioni e quindi a tranquillizzarsi.

È una vera azione che provoca molto piacere e dona benessere; allo stesso tempo è davvero essenziale per il corretto sviluppo psicofisico del bambino, un’attività ideale per poter sviluppare l’aspetto emotivo, cognitivo e sociale. Vediamo insieme perché il gioco è davvero importante per ogni bambino.ù

Il gioco è la prima necessità che di ogni bambino

Sin da molti piccoli si dedicano al gioco detto “sensomotorio”, ovvero il gioco che è stato fatto attraverso i movimenti del corpo, il loro primo gioco. Ogni bimbo imparerà a conoscere se stesso attraverso il proprio corpo, troverà una profonda soddisfazione, si sentirà molto spinto ad esplorare oltre i suoi confini e questo lo aiuterà a poter evolvere.

L’evoluzione della funzione “gioco” in rapporto all’età

  • Ad ogni età i bambini giocano in modo molto diverso, si modificano parimenti con il proprio sviluppo intellettivo e psicologico: fino alla tenera età di 2 anni utilizzano maggiormente  i sensi come il tatto, la vista, l’udito e il gusto, è un gioco soprattutto solitario.
  • Dai 2 ai 6 anni i bambini possono sviluppare il senso dell’immaginazione, creando delle situazioni irreali in cui si possono impersonare, il gioco diventa un gioco parallelo, dove gli stessi bambini si possono aiutare in modo reciproco, ma per loro questo rimane comunque un  gioco assolutamente individuale.
  • Dai 6 anni a salire il gioco diventa maggiormente sociale, si iniziano a fare le prime amicizie e iniziare a potersi relazionare con altri bambini per poter condividere i propri giochi.

Sviluppo cognitivo del bambino attraverso il gioco

Dal punto di vista cognitivo il gioco può favorire lo sviluppo dell’attenzione, della memoria, della concentrazione, anche la possibilità di potersi relazionare con gli altri.

Con il gioco il bambino può apprendere, comprendere ogni tipologia di esperienza e acquisizione.  Non è esclusivamente una palestra di vita ma in modo piacevole aiuta ad allenarsi e a prepararsi a quello che la vita riserva. La bambina che gioca a fare la “maestra” deve comunque immedesimarsi in un adulto e prendere decisioni, comportamenti che la aiutano a capire meglio il ruolo stesso dell’adulto. È in grado di comprendere i propri desideri e le proprie capacità, darle loro forma e poterli mediare con quelli degli altri.

Il gioco è molto utile per allenare l’immaginazione, la creatività, la fantasia, l’abilità manuale, l’attenzione e l’ingegno. È molto importante perché può favorire una crescita armoniosa, oltre che poterne strutturare la personalità.

Con il gioco il bambino può scoprire se stesso e il mondo che lo circonda, realtà su cui lo psicanalista e psichiatra infantile inglese Winnicott ha compreso come sia possibile importante il momento “transizionale” tra il bambino stesso e l’esterno, in cui il bambino si ne serve di oggetti (come peluches o copertine) per potersi avventurare dal solo nel mondo.

L’attaccamento ad un oggetto può fungere come ponte, per poter superare il distacco, ad esempio con la mamma, e così permette al bimbo di poter affrontare le emozioni negative come l’ansia, o situazioni come l’ora della nanna.

I numerosi studi che sono stati condotti sul gioco soprattutto negli ultimi 40 anni, hanno portato al riconoscimento del ruolo centrale che esso svolge nel processo di sviluppo infantile.

L’attività ludica è  la forma di espressione maggiormente privilegiata dal bambino, lo strumento con il quale si rapporta a se stesso, può esplorare il mondo che lo circonda, ha la possibilità di poter ricombinare in maniera personale e creativa le informazioni, le indicazioni, i segnali che gli vengono dall’ambiente.

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