L’importanza del dire: ho sbagliato

IMGP5412Tornati dal Trentino, oggi siamo andati dai nonni paterni per passare insieme Santo Stefano. Sono stati giorni intensi, sicuramente diversi dalla routine quotidiana e questo è l’aspetto più importante. A volte si viaggia tanto per lavoro come fa mio marito ma alla fine, prendere un taxi, un aereo e vedere una città nuova è una specie di film visto tante di quelle volte che crea monotonia. Passare dei giorni insieme, facendo cose diverse da solito invece ti dà respiro al cervello perché ti permette di entrare in contatto con i tuoi figli in maniera diversa e anche con il tuo compagno/marito. Ovviamente non è detto che tutto sia rosa e fiori come si vede nella televisione, quando una bellissima donna con quattro figli angelici sorride al marito mentre fanno colazione…

Noi siamo normali. Urliamo, litighiamo ma alla fine ci cerchiamo sempre per darci qualche bacetto e dirci: ho sbagliato. Quanta forza dietro queste semplici parole e soprattutto quanto amore. Parlo dei bimbi che vengono a occhi bassi e ti dicono: “mamma ti prometto che non lo farò più” e due minuti dopo ricomincia tutto da capo. Anch’io, però, a volte mi ritrovo a chiedere scusa e a dire a Gabriele o Francesco: “scusa, la mamma ha sbagliato ma vedi è stanca e nervosa”.

IMGP5425Credo che un bimbo apprezzi quanto un grande questo modo di relazionarsi perché:

– si sente trattato alla pari e cioè grande abbastanza per avere il rispetto e le scuse di noi grandi;
– più forte perché capisce che anche i grandi hanno le loro mancanze;
– infine, confortato di fronte ad un atteggiamento a volte non giustificato come una urlata esagerata, una sberla che ti sfugge dalle mani, una punizione data senza aver riflettuto a sufficienza.

Anche in questi giorni ho scoperto cose nuove…

Francesco è testardo e cocciuto come immaginavo ma più sportivo del previsto perché si è messo gli sci per la prima volta con tanto coraggio e felicità, imparando divertendosi.

Inoltre, ho scoperto che sa nuotare sott’acqua senza che abbia mai preso una lezione di nuoto!

Gabriele è un bimbo sensibile, forse ancora di più di quello che immaginavo. Si lascia coinvolgere nelle amicizie e nelle relazioni in maniera straordinaria, forse troppo perché alla prima delusione cade in crisi… Deve sicuramente aumentare la propria autostima perché è molto bravo a sciare ma nonostante abbia già fatto piste nere, all’inizio temeva di non farcela.

Io e Marco come genitori forse a volte accusiamo il peso dell’età perché siamo poco pazienti e stanchi ma alla fine tutto ruota sempre e solo attorno ai nostri ranocchi… Troviamo quella forza ed equilibrio riuscendo a colmare le lacune ora dell’uno ora dell’altro. Insomma, alla fine non saremo genitori della pubblicità ma i genitori della famiglia Bradford per chi se la ricorda….

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