Libriamoci

IMGP5427Libriamoci è il nome della biblioteca di Andalo (Trentino) e mi ha sempre fatto venire in mente l’idea che i libri devono in qualche misura essere “mangiati” divorati con lo stesso piacere che si prova quando siamo di fronte ad una scatola di cioccolatini o un sacchetto di patatine.

I libri dovrebbero essere il cibo per il cervello e libriamoci fa rima con riempiamoci di cose buone e salutari. Ma il verbo librarsi ricorda anche l’idea del volo, di staccarsi dal suolo e quindi da tutti quei vincoli che a volte ci tengono legati a credenze sbagliate, false. Libriamoci nel senso di liberiamoci da tutti quei vincoli e luoghi comuni per ritrovare in noi la capacità di pensare con la propria testa e non di seguire le masse. Io, infatti, mi ritrovo sempre o quasi avulsa dalla maggioranza. Mi metto in crisi perché penso di essere in qualche modo fatta male, dovrei anch’io dare l’immagine che tutti apparentemente danno e che risponde a quelle idee stereotipate ma alla fine non sarei me stessa e se non faccio danno a nessuno, preferisco vivere così come sono.

I libri dovrebbero farci sentire uniti per determinate esperienze vissute come una storia d’amore, una gravidanza, una perdita ma anche farci aprire al mondo, prepararci a spiccare quel piccolo saltello che dovrebbe portarci oltre la realtà quotidiana fatta di convenzioni e formalità. Libriamoci… liberiamoci, diamo vita a quella parte dimenticata che i bimbi hanno ancora e cioè la capacità di vedere la realtà in modo diverso, un colore rosa anche se è giallo, una giornata piena di sole anche se fuori piove, una persona che ci possa accogliere e comprendere completamente come la mamma o il papà che nel caso di un adulto è spesso un amico o amica.

downloadLasciamoci andare ogni tanto… anche noi mamme! Ieri sera vedevo un episodio di Peppa Pig dove George e Peppa saltavano felici in una pozzanghera di fango e poi entravano in casa sporcando tutto il pavimento. Noi cosa avremmo fatto? Urlato come pazzi! Invece sarebbe bello riuscire a fare quello che è successo nel cartone: tutta la famiglia è uscita con tanto di stivaletti e si sono messi a ridere nel fango, saltando e schizzandosi. Si sa però che loro sono sempre dei maiali 🙂

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